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Empoli

C'era una volta la difesa d'acciaio...

David Biuzzi
A sinistra il primo gol di Immobile (su rigore) nella sconfitta di Pescara, qui sopra la rete di Cascione che ha deciso l’incontro andato in scena allo stadio Adriatico e a destra il gol del raddoppio firmato dall’attaccante ungherese Feczesin nel corso della partita persa domenica scorsa in casa del Brescia
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A sinistra il primo gol di Immobile (su rigore) nella sconfitta di Pescara, qui sopra la rete di Cascione che ha deciso l’incontro andato in scena allo stadio Adriatico e a destra il gol del raddoppio firmato dall’attaccante ungherese Feczesin nel corso della partita persa domenica scorsa in casa del Brescia

Sei gol incassati in tre giornate: così gli azzurri si sono scoperti fragili

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 EMPOLI. C'è una volta una difesa solida... Già, se fosse una favola inizierebbe così. Purtroppo, però, è un problema. Anzi, è il problema dell'Empoli. Che aveva fondato le fortune della scorsa stagione sulla solidità e che oggi, dopo 3 turni di campionato, ha già incassato 6 reti.  Guaio generale. Attenzione, però, perché parlare di un problema legato alla difesa sarebbe sbagliato. Ad oggi, infatti, quello che non funziona non è tanto il reparto, quanto l'intera fase di non possesso. Certo ci sono stati errori individuali (Tonelli a Pescara) e torti arbitrali (il rigore che ha portato avanti il Brescia), ma l'impressione è che l'Empoli faccia fatica, troppo fatica quando la palla ce l'hanno gli avversari. Il pressing scatta poche volte e, quando succede, spesso coinvolge solo alcuni giocatori e non l'intero complesso. La squadra più che il reparto, insomma, anche se la soluzione potrebbe non essere così lontana.  La normalità. Fra nazionali, infortuni e mercato, infatti, l'Empoli ha vissuto alcune settimane (le ultime tre) piuttosto complicate. Niente di clamoroso, è vero, ma abbastanza per non riuscire più a lavorare con la solita cura maniacale sui dettagli. La settimana intera, questa, dovrebbe consentire ad Aglietti di riprendere in mano il bandolo della matassa. E' assai probabile, cioé, che il tecnico torni a insistere - come ha spesso fatto - sulla fase difensiva impegnando gli alfieri del reparto arretrato in esercitazioni specifiche e continuate.  Più corsa. Ma, come detto, al di là del reparto c'è anche un atteggiamento generale da rivedere. A tratti gli azzurri, sia a Pescara che a Brescia, davano l'impressione di poter dominare partita e avversario. In altri momenti, però, sono apparsi un po' troppo teneri. La terza rete degli abruzzesi e la seconda dei lombardi, in particolare, sono arrivate con troppoa facilità. Per segnare all'Empoli d'acciaio dello scorso anno, invece, gli avversari dovevano inventarsele. Serve la stessa voglia di non subire, insomma, la stessa grinta a volte anche feroce. Ma per arrivare a questo punto è necessario passare dal sacrificio, dalla corsa. In fase di non possesso tutti dovranno dare di più, a partire dalle punte. Altrimenti la favola di cui parlavamo difficilmente avrà il lieto fine.  

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