Il Tirreno

Empoli

Primavera? No, Empoli B

David Biuzzi
Alfredo Aglietti e il vice Giovanni Martusciello durante un allenamento al centro sportivo Brizzi
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Alfredo Aglietti e il vice Giovanni Martusciello durante un allenamento al centro sportivo Brizzi

Da agosto prima squadra e baby lavoreranno insieme

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 MONTECATINI. Il filo diretto c'è già, la collaborazione anche. Ora, però, l'idea è di trasformarla in qualcosa di diverso, in qualcosa di più. Una simbiosi, forse. L'oggetto in questione è il rapporto fra l'Empoli, intenso come prima squadra, e il suo serbatoio di forze fresche, ovvero la Primavera. Un rapporto, come detto, già stretto e testimoniato dalla presenza, in gruppo, di ben 23 elementi cresciuti nel vivaio (in anni più o meno recenti, visto che uno è Moro) su 32.  LAVORARE INSIEME. Ma, come detto, ora c'è un'idea nuova. Un'idea che potrebbe trasformare la Primavera in un vero e proprio Empoli B. Un po' quello che accade in Spagna e in Inghilterra, con le big che hanno una squadra riserve (Barcellona e Arsenal gli esempi più eclatanti). Il modo trovato, poi, è semplice. Dai primi di agosto, infatti, capiterà spesso che l'Empoli di Aglietti e la Primavera di Melis si troveranno insieme al Castellani per consumare gli allenamenti (accadrà almeno una volta la settimana, secondo il progetto). Un'attenta gestione degli spazi sarà necessaria, è chiaro, e certo non si ritornerà alla gestione Spalletti (in C) quando prima squadra e giovani si dividevano esattamente a metà il terreno di gioco del Sussidiario.  METODI. La vicinanza, infatti, riguarderà anche e soprattutto i metodi di lavoro. Non a caso Martino Melis, il nuovo allenatore della Primavera, ha già raggiunto il ritiro da una settimana per stare a stretto contatto con Aglietti. Le esercitazioni tattiche dovranno essere simili per favorire il passaggio dalla Primavera alla prima squadra e anche il lavoro fisico - attraverso lo scambio di dati, conoscenza e nozioni fra i preparatori - sarà gestito così.  L'IDEA. L'idea sembra essere proprio di Aglietti, che ne ha parlato coi dirigenti ottenendo il pieno sostegno. Ovviamente l'approdo in prima squadra dei giovani sarà il fine ultimo del lavoro, ma questo metodo potrà essere utile anche per non ripetere quello che è accaduto anche lo scorso gennaio, quando il gioiellino Brugman è stato di fatto tolto al team di Donati. E permetterà allo stesso Aglietti di tenere d'occhio in prima persona anche gli altri giovani talenti.  

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