Il Tirreno

Empoli

L'idea del super-attacco stuzzica Aglietti

David Biuzzi
Qui sopra Tavano al dribbling, in alto l’undici schierato a Fucecchio dal 1’
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Qui sopra Tavano al dribbling, in alto l’undici schierato a Fucecchio dal 1’

Modulo, atteggiamento e accorgimenti: così il tecnico sta cercando l'equilibrio

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 MONTECATINI. Tocca ad Aglietti, ora. Già, proprio lui, un ex grande attccante, può e deve assemblare un reparto avanzato da paura. Quello del nuovo Empoli. I cui dirigenti, evidentemente, hanno voluto sopperire al più grosso problema della passata stagione: la difficoltà di segnare.  IL MODULO. E, in effetti, la batteria d'attaccanti costruita - compreso il ritorno di Dumitru - è davvero interessante. Resta da vedere, e non è poco, come poterli sfruttare al meglio. Intanto, come si è già visto nel test di Fucecchio, il modulo base è passato dal 4-4-2 annunciato al 4-2-3-1. Quello con cui Aglietti ha iniziato il test del Corsini (tabella a sinistra). Ms nel corso della seconda amichevole stagionale il tecnico ha fatto vedere anche altro. Intorno alla mezzora, infatti, ha sposato Brugman sulla sinistra e portato Tavano più vicino a Coralli per una sorta di 4-2-4 (tabella a destra). Due sistemi che hanno comunque una cosa in comune: sono molto, molto offensivi.  L'EQUILIBRIO. Proprio per questo sarà determinante riuscire ad essere equilibrati. E in questo senso, al di là dei moduli, conterà l'atteggiamento. Che, non a caso, Aglietti vuole molto aggressivo. Nelle sgambate con Margine Coperta prima e Fucecchio poi, infatti, qualcosa in questo senso si è intravista. Ovvero un tipo di pressing simile a quello del Barcellona (per volare alto), o del Siena di Conte (paragone meno impegnativo): tutti a caccia della palla, cioé, nella zona in cui se n'è perso il possesso. La squadra, così, dovrebbe restare sempre corta. Certo rischia di concedere molti metri di campo alle spalle, perché spesso la linea difensiva è molto alta, ma d'altra parte se vuoi giocare con tanti attaccanti qualche rischio va messo nel conto. Altri accorgimenti, poi, stanno prendendo forma in corso d'opera. Ad esempio la posizione di Moro, il più mediano tra i mediani, che a Fucecchio ha giostrato sul centro-sinistra per dare più copertura alle spalle di Tavano (che certo è più attaccante di Saponara).  GLI UOMINI. Oltretutto non sfruttare le qualità degli attaccanti in rosa sarebbe un crimine sportivo. anche perché sono bastati 10 giorni di ritiro per avere alcune risposte importanti. Come quella di Tavano, che sembra ancora in grado di ricoprire il ruolo di attaccante esterno, quella di Brugman, sempre più una certezza, o quella di Fanucchi, tornato da Pisa più convinto e più convincente. Ma, in generale, è tutto il reparto a funzionare. E a Fucecchio, tanto per dare un'idea, erano fuori potenziali titolari come Mchedlidze, Lazzari e Dumitru. C'è abbondanza, dunque, e ora tocca ad Aglietti: scegliere i singoli e trovare l'equilibrio sono i suoi obiettivi. Compiti non facili, è vero, ma non impossibili per un ex bomber.  

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