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Empoli

B&B, l'essenza dell'Empoli

David Biuzzi
Antonio Buscé in azione nel corso dell’amichevole disputata sabato scorso contro il Margine Coperta
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Antonio Buscé in azione nel corso dell’amichevole disputata sabato scorso contro il Margine Coperta

La filosofia del progetto spiegata attraverso Buscé e Brugman

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 MONTECATINI. E' marchiato B&B il nuovo Empoli. No, non c'entra il bed and breakfast delle vacanze. La sigla è semplicemente quella delle iniziali di due giocatori che possono diventare il simbolo della nuova avventura e, più in generale, del progetto azzurro. Ovvero il senatore Buscé e il baby Brugman. Gente che la lasciato il segno nella prima amichevole e che, come accennato, fotografa nel miglior modo possibile la filosofia che il club di Corsi sta seguendo con convinzione.  L'esperienza. Antonio Buscé, ad esempio, il prossim odicembre spegnerà 36 candeline sulla torta. E' lo "zio" del gruppo - nel senso che è il più in là con gli anni - ma è tornato dai due anni di "esilio" (fra Reggio Calabria e Bologna) con l'entusiasmo di un ragazzino. E' bastato vederlo correre come un matto nella prima amichevole, quella di sabato, per averne la conferma. «Antonio ha 35 anni solo sulla carta d'identità - ha detto Aglietti a fine match - nelle gambe e nella testa sono molti di meno». Impiegato come terzino (alla Maicon), la sua professionalità e la sua dedizione alla causa devono essere da esempio per i più giovani.  L'entusiasmo. Gaston Duarte Brugman, invece, nella compagnia è uno dei più giovani. E' nato nel settembre del '92, l'uruguaiano, e la natura gli ha regalato un talento puro, cristallino. La qualità, insomma, ce l'ha nei piedi, nella testa e nel sangue. Ma il ragazzo strappato al Penarol non è il classico "genio e sregolatezza", tutt'altro. In campo rappresenta il meglio del calcio sudamericano, ma il cervello sembra quello di un giocatore europeo. Difficilmente si perde un preziosismi inutili, cioé, ma cerca di essere sempre prezioso per la squadra. Ora deve fare il salto di qualità dal punto di vista fisico, perché mentalmente non sembra avere problemi a giocare coi grandi (come dimostra il gol segnato nella sfida in casa del Vicenza nell'ultima giornata dello scorso campionato di serie B).  In coppia. Giocatori e diverse e storie diverse, insomma. Ma le fortune dell'Empoli passano proprio dalla fusione di queste componenti. Anche perché in comune hanno le caratteristiche fondamentali: sanno giocare al calcio e hanno la cultura del lavoro.  

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