Sicurezza
Così staff medico e preparatori atletici vogliono evitare infortuni muscolari al georgiano
Test del sangue e controlli continui per proteggere il talento di Mchedlidze
David Biuzzi
◗
Levan Mchedlidze allarrivo nel ritiro dellhotel Bellavista Palace 3 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Non è uno come gli altri, c'è poco da fare. Lui, Levan Mchedlidze, ha qualcosa di diverso, qualcosa di speciale. D'altra parte è diventato una sorta di eroe nazionale, in Georgia, per il gol segnato con la maglia della nazionale alla Scozia, a soli 17 anni. Basta ricordare, per i più scettici, che l'anno successivo fu scelto addirittura come testimonial dal presidente della Repubblica, Mikhail Saakashvili, per la sua rielezione. Un talento infinito dentro un fisico imponente, in sostanza un predestinato. Tanti muscoli, dunque, ma anche tanta fragilità, come dimostrano i due infortuni muscolari della passata stagione. E, proprio per questo, l'Empoli ha deciso di proteggerlo, di metterlo dentro una sorta campana di vetro. Grande attenzione. In questi primi giorni di lavoro, infatti, il georgiano è controllato passo dopo passo dallo staff sanitario e dai preparatori atletici. Proprio loro, Selmi e Sorbello, avevano parlato di una preparazione sempre più mirata verso i singoli e Mchedlidze sembra proprio il paradigma di questa situazione. L'attaccante, infatti, è testato di continuo. Lavora regolarmente con il gruppo, sia chiaro, ma ogni tot minuti si ferma per un prelievo di sangue. Una goccia appena (con una puntura all'orecchio) per misurare il tasso di acido lattico. Se è salito troppo, e quindi il giocatore ha superato la soglia della stanchezza, si ferma o rallenta per qualche minuto. Poi riprende fino al successivo test e così via per tutte le sessioni di lavoro. Un controllo totale, dunque. Con i preparatori, certo, ma ovviamente anche l'intero staff medico coinvolto e lo stesso Aglietti che, spesso, si rivolge al giocatore chiedendo lumi sulle sue sensazioni. Tutti impegnati, insomma, per evitare nuove brutto sorprese dalla poderosa muscolatura del bomber georgiano. La maturazione. Attenzioni che Mchedlidze sta dimostrando di meritare ampiamente. Nell'ultimo anno, infatti, la maturazione del ragazzo - soprattutto dal punto di vista umano - è stata straordinario. Lui stesso, il giorno del ritorno, disse che il tempo delle cavolate (in realtà usò un termine più colorito) era finito. E, infatti, non ha più sgarrato. Quest'estate, poi, ha persino deciso di sposare la fidanzata Katia. «Ho proprio messo la testa a posto - sottolinea lui, con l'immancabile sorriso - battute a parte, stare lontano dalla famiglia non mi è mai piaciuto. Ora, invece, avrò mia moglie sempre vicina. Mi raggiungerà a Empoli dopo il ritiro e la sua presenza mi aiuterà tanto». Le motivazioni. Questa, d'altra parte, può e deve essere la stagione della consacrazione per il talento di Tblisi. «Deve essere la stagione buona per tutti - rettifica il bomber - perché l'Empoli ha tutto per fare bene e deve fare bene. L'anno scorso abbiamo fallito la qualificazione ai playoff per pochi punti e ora vogliamo riprovarci. D'altra parte coi ritorno di giocatori come Buscé e Tavano siamo più forti». Proprio Tavano, però, per Mchedlidze significa anche concorrenza. «Ma è giusto - prosegue - che ci siano attaccanti forti. Noi tutti dobbiamo pensare solo a dare il massimo ogni giorno, poi sarà il mister a scegliere. E qui, poi, ci sono anche tanti giovani brevi che vengono dalla Primavera e che stanno facendo di tutto, giustamente, per ritagliarsi il loro spazio. A Tavano, poi, mi sento legato. Quando arrivai a Empoli, da ragazzino, lui c'era a segnava gol fantastici. Ho sempre sperato di riuscire a fare quello cge faceva lui e giocarsi insieme è molto bello». La concorrenza come stimoli, dunque, ma soprattutto la volontà assoluta di riprendersi il tempo perduto per gli infortuni e i problemi del passato. «Non mi guardo indietro - conclude Mchedlidze - perché questo è il momento di dare il massimo, di prepararsi al meglio per affrontare la stagione nel miglior modo possibile».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
