Il Tirreno

Empoli

Un profeta in patria per il Fucecchio

Roberto Felici
Leonardo Paciscopi con la maglia da giocatore del Fucecchio Ora è diventanto il tecnico dei bianconeri
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Leonardo Paciscopi con la maglia da giocatore del Fucecchio Ora è diventanto il tecnico dei bianconeri

Paciscopi pronto a guidare la squadra del suo paese: «Il clima è positivo»

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 FUCECCHIO.Nella carriera calcistica ha frequentato tutti i campionati dalla Terza categoria alla serie B. All'appello mancava solo la Prima categoria e a settembre Leonardo Paciscopi colmerà la lacuna, ma da allenatore. Il Fucecchio, infatti, lo ha scelto per guidare la squadra del suo paese.  «Per ora abbiamo lavorato soprattutto sull'organizzazione dello staff - spiega il neo mister bianconero - ora siamo in fase di costruzione della squadra scegliendo ragazzi che hanno sposato i nostri progetti, con determinate doti caratteriali e un buon curriculum alle spalle. Il tutto nel rispetto dei vincoli di bilancio imposti dalla società».  Come vede l'inizio?  «Si respira un clima positivo. Fucecchio è sempre una piazza importante e c'è un mix di trepidante attesa e forti aspirazioni. Certamente a luglio è difficile delineare le nostre possibilità. Ne riparleremo il giorno del raduno conoscendo il girone e la rosa completa».  L'esperienza da allenatore dei giovani?  «Ho iniziato con il Fucecchio e terminato con il Castelfranco sempre nella categoria Giovanissimi regionali. E' stato un bagaglio utile soprattutto per imparare a gestire i rapporti con giocatori, genitori e dirigenti».  I suoi trascorsi in bianconero?  «Ho fatto le giovanili dai 10 ai 15 anni. Poi sono tornato fra i dilettanti in due cicli. Durante il primo siamo partiti dalla Promozione e arrivati (dopo spareggio contro il Porcari) alla D dove abbiamo ottenuto un 5º e un 3º posto. L'altro è stato quello della ripartenza in Terza e Seconda categoria».  E' stata la Cerretese a lanciarla.  «Coi biancoverdi ho fatto Allievi, Juniores e prima squadra. Nel settembre 1986 mister Bruno Barni mi fece esordire nell'Interregionale a Levanto in Liguria: 2-2 il risultato».  Da lì è partita una bella carriera professionistica.  «La fetta più significativa si è svolta nel Carpi. Ricordo con piacere le tre salvezze raggiunte in C1, categoria di prestigio per quella piccola società. Tra gli avversari del girone c'era anche l'Empoli. Giocare al Castellani ha sempre rappresentato un momento emozionante. Una volta, all'ultima giornata, ci abbiamo addirittura vinto. Ma contro gli azzurri ho vissuto anche un episodio poco simpatico».  Lo racconti.  «Carpi-Empoli 1-2 giocata a inizio anno nel 1992. Sull'1-0 in nostro favore provocai una clamorosa autorete, degna della trasmissione "Mai dire gol". Cose che capitano in carriera, ma essendo originario della zona empolese qualche tifoso fece spiacevoli commenti».  Dell'esordio in serie B cosa ricorda?  «Mi ero messo in luce nella Nazionale dilettanti e il passaggio dalla Cerretese alla Sambenedettese avvenne attraverso i ds Remo Micheli e Domenico Giambetti. Feci un po' di Primavera e molta panchina in prima squadra accanto a mister Angelo Domenghini fino alla mezz'ora giocata contro l'Udinese all'ultima giornata».  La scheda. Ecco la carriera di Paciscopi. 1986/87 Cerretese (D); 1987/88 Sambenedettese (B); 1988/89 Lodigiani (C1); da ottobre 1989 a ottobre 1992 Carpi (C1); 1992/93 Civitanovese (C2 con l'unico gol segnato da professionista col Cerveteri); 1993/94 Fano (C2); 1994/2002 Fucecchio (a parte una breve parentesi alla Cuoiopelli); 2002/03 Tuttocuoio; 2003/04 San Miniato Basso; 2004/06 Fucecchio. Totale: 1 presenza in B; 75 in C1; 69 in C2; 109 in D.  

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di Redazione web