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Empoli

Granchi: cara Abc, è dura lasciarti

Roberto Felici
Luca Granchi
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Luca Granchi

Il coach dice addio al club gialloblù dopo quattro ricchi di soddisfazioni

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 CASTELFIORENTINO. Mercoledì il divorzio ufficiale dai gialloblù. Giovedì l'ultimo allenamento al palazzetto dello sport. Ieri Luca Granchi ha fatto le valigie e salutato l'Abc quasi commosso dagli attestati di stima e di affetto dei suoi ragazzi.  Dopo due anni nel settore giovanile e due alla guida della prima squadra (in mezzo una breve parentesi a Ghezzano) si è chiuso un ciclo con reciproche soddisfazioni. Lui ha debuttato brillantemente su una panchina senior e l'Abc ha sfiorato la finale playoff di serie B. «Devo ringraziare primo di tutto il compianto Nedo Betti che mi ha voluto a Castelfiorentino e la nuova dirigenza che ha permesso di portare avanti il lavoro - afferma il coach - ho cercato di stare in palestra con serietà e di far crescere i giocatori anche a livello individuale. Per la squadra parlano da soli i risultati ottenuti».  Un 3º posto a pari merito e una semifinale playoff rappresentano il massimo storico per l'Abc.  «E' tutto collegato ai progressi compiuti in corso d'opera. Siamo partiti con un progetto chiaro. La squadra era stata costruita in base ai miei parametri per ottenere un forte spirito di gruppo e per vincere alcune scommesse. Alla fine tutto è andato per il verso giusto anche se all'andata abbiamo avuto qualche normale sbandamento. Spesso è capitato di perdere nel finale come a Castellanza. Pian piano questo difetto di compromettere le gare con improvvisi black out è stato limato e nelle battaglie punto a punto siamo diventati vincenti».  La corsa è finita contro la corazzata Vado Ligure che poi è stata promossa.  «E' mancato il colpaccio in gara-1 che sembrava alla nostra portata. Per il resto c'è poco da recriminare contro un avversario così forte e strutturato per salire di categoria. Lo abbiamo battuto una volta nella regular season e una volta nei playoff. Di più non si poteva chiedere».  Altri momenti positivi della stagione?  «Contro Castellanza in casa. Una bella prestazione di fronte alla futura finalista dei playoff che per poco non ha consentito di ribaltare la differenza canestri dell'andata».  Quest'anno sono emerse alcune individualità?  «I giovani sono venuti fuori: dal play Magini a cui era stata data una grande responsabilità al lungo Camerini che si è ritagliato uno spazio significativo. Per il resto grande apporto dei veterani. Ad esempio Montagnani ha raggiunto livelli altissimi nel minutaggio e nei punti fatti e capitan Zani si è spremuto un po' in tutti i ruoli dall'attacco alla difesa».  Distacco difficile dall'Abc?  «Dal punto di vista umano sì. Le continue manifestazione di affetto hanno reso ancora più difficile questa partenza. Sportivamente parlando, invece, è una tappa normale per un allenatore anche se emotivamente dura. Adesso mi metterò nelle mani del procuratore Minto e di un mercato in questo momento non facile per cercare un'alternativa. Spero in una piazza con le stesse caratteristiche di Castelfiorentino in cui i risultati non siano obbligatori, ma legati al lavoro svolto in palestra».  Come vede il futuro dei gialloblù?  «A prescindere dal nome dell'allenatore devono partire senza pensare al passato e con l'obiettivo di salvarsi. Il ciclo è aperto e con questi giocatori può essere prolungato anche se qualcuno è destinato a lasciare il posto, come Ragionieri che potrebbe passare a ruoli dirigenziali. Dipenderà anche dal budget investito e dalla qualità del girone che quest'anno si è rivelato durissimo».

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