Gioco
Nel mirino c'è Illuzzi Ma la soddisfazione prevale sulla rabbia
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Il tecnico azzurro Martino Melis protesta con il direttore di gara Illuzzi 3 MINUTI DI LETTURA
MONTEPULCIANO. C'è delusione, nel clan Empoli, ma non solo. La sconfitta nella finale sucedetto col Milan, infatti, ha lasciato anche la rabbia, per la direzione di gara, e, soprattutto, l'orgoglio. Quello di esserci stati, ancora una volta. Il tecnico Martino Melis prima abbraccia tutti i suoi e poi si concede ai taccuini. «Ho ancora negli occhi il fallo su Tempesti - esordisce il tecnico azzurro - e secondo me c'erano prima il rigore e poi l'espulsione del portiere. L'arbitro ha deciso diversamente e il succo di questa finale sta tutto qui». In avvio i suoi hanno un po' stentato, mentre nella ripresa l'hanno fatta da dominatori. «In effetti abbiamo un po' sofferto la supremazia fisica dei nostri avversari, poi però abbiamo preso loro le misure e credo che nella ripresa ci sia stata una sola squadra in campo, la nostra. Peccato che tanto attaccare non ci abbia regalato neppure un gol, come avremmo ampiamente meritato. D'altra parte nel corso del nostro campionato, quando non riuscivamo a sfondare sulla tecnica, potevamo contare sulla forza e sul fisico di Rugani, che purtroppo non c'era». Un'assenza grave. «Sicuramente - confessa il tecnico - anche perché in difesa non avevamo praticamente ricambi, per cui tutte queste gare finali, giocate nel giro di pochissimi giorni, hanno visto in campo sempre i soliti protagonisti. Comunque a parte questo aspetto, direi che non sarebbe stato possibile chiedere di più a questi ragazzi che hanno mostrato sul campo come il titolo lo avrebbero meritato loro. Bravi, bravi e bravi, non riesco a trovare altre parole per questo gruppo eccezionale». Un gruppo che, almeno in parte, Melis dovrebbe continuare a guidare. Per il tecnico, infatti, si prospetta la promozione in Primavera. Ma il responsabile del settore giovanile Innocenti si prende ancora del tempo prima di ufficializzare - la prossima settimana - i programmi per il futuro. Prima c'è da parlare di questa ennesima finale persa. «Intanto - spiega - c'è la soddisfazione di esserci stati ancora una volta. Che, per una realtà come l'Empoli, non è poco. Stavolta, però, il rammarico è maggiore perché l'episodio del rigore non concesso è stato clamoroso. Dispiace, è chiaro, ma io e la società siamo comunque orgogliosi per come è stata condotta l'intera stagione. Questo è un gruppo splendido, che ha doti tecniche e morali fuori dal comune. Sono pronto a puntarci a occhi chiusi: ci regaleranno ancora grandi soddisfazioni». Anche il presidente Corsi, infatti, parte dai complimenti ai ragazzi. «Meritano tutti gli applausi del mondo perché si sono dimostrato forti come il Milan, anzi di più. Certo - continua - non nasconde un certo dispiacere, legato soprattutto al comportamento dell'arbitro. Al di là dell'episodio del rigore, che mi è sembrato nettissimo, è stata tutta la conduzione a non convincere. Sempre Milan-Empoli a San Siro in serie A. Poi, invece, ci parla tanto, in Italia, di valorizzare i giovani...». Due cose, insomma, sono sicure: la soddisfazione per essere arrivati così in alto e la rabbia nei confronti dell'arbitro Illuzzi. «La partita - sottolinea il direttore sportivo Carli - è stata decisa da due errori. Il primo lo abbiamo commesso noi, in occasione del gol del Milan, l'altro il direttore di gara, quando non ha accordato un rigore grosso come una casa. Sono cose che nel calcio ci stanno, c'è poco da fare, soltanto che il secondo episodio è stato davvero troppo evidente. Proprio non capisco come si possa dare il vantaggio, su un rigore, se la palla non entra. Una scelta poco comprensibile, insomma, anche se non cancella quello che di buono è stato fatto. Per questo mi congratulo con Andrea Innocenti - aggiunge Carli e tutte le persone che, col loro lavoro, hanno reso possibile questa giornata. Le tante sconfitte in finale? Si vede che a Empoli ci vengono bene le torte, ma della ciliegina da metterci sopra è meglio non parlarne...». Sarà per la prossima, dunque, perché l'Empoli vuole tornare a giocarsela. Il prima possibile.
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