Sicurezza
L'anno zero della Pallacanestro
D.B.
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Accanto il gruppo di dirigenti e tecnici della Pallacanestro A destra il preparatore Fabio Saviozzi Nuovo coach, nuovo staff e nuovo sponsor per puntare sempre più sui giovani
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EMPOLI. E' l'anno zero. L'anno zero della Pallacanestro Empoli. Che ricomincia da un nuovo staff tecnico e un nuovo sponsor, che ricomincia decisa a puntare concretamente sui giovani. La fresca retrocessione, insomma, sembra un incidente di percorso o poco più: si riparte e si riparte convinti. Ed è il presidente Carlo Mancini a illustrare i programmi presentando il nuovo coach e il suo staff (alla presenza dell'intero corpo dirigenziale del sodalizio di Ponte a Elsa). Per riempire il mosaico, poi, ci sarà tempo. Il progetto, però, è già chiaro e non è poca cosa... «Ripartiamo dal coach Marco Mosi - spiega il massimo dirigente - che sarà anche il responsabile del settore giovanile. Con lui arriva il vice Giacomo Bandieri, che guiderà anche l'Under 19, e il preparatore atletico Fabio Saviozzi, che lavorerà sia con la prima squadra che col vivaio. Con loro crediamo di iniziare un nuovo percorso, ma è soprattutto un cambio di mentalità». Già, il punto chiave è proprio questo. La Pallacanestro Empoli sarà sempre più giovane e proprio sui giovani vuole lavorare. Più tempo e più professionalità al servizio dei ragazzi - come della prima squadra - per costruirsi i giocatori in casa propria. Da qui la volontà di affidarsi, completamente, al nuovo coach e alla sua squadra. «La scelta di Mosi - conferma Mancini - è figlia proprio di questo rinnovamento. Lui e il vice Bandieri hanno una lunga esperienza nelle giovanili della Don Bosco, mentre il preparatore Saviozzi ha maturato esperienze importanti anche in Scozia e negli Usa (in particolare alla Marshall University di Huntington, in West Virginia, ndr). Crediamo che possano darci molto e ci sono sviluppi importanti anche a livello societario. Da pochi giorni, infatti, abbiamo raggiunto l'accordo con quello che sarà il nostro nuovo main sponsor e presto ne saprete di più». Ogni medaglia, però, ha due facce. E, in casa Pallacanestro, quella negativa riguarda gli addii di persone che hanno dato tantissimo. Dal ds Cantini («ancora non abbiamo scelto il sostituto - dice il presidente - al momento Roberto Mencherini si è assunto questi compiti e potrebbe anche ricoprire lui la carica nel prossimo futuro») a coach come Rodolfo Lari e Daniele Bagnoli (e in bilico c'è anche Claudio Calvani) che hanno dato tantissimo alla causa biancazzurra. «Non volevamo arrivare a questo - rivela il presidente - e dispiace, dispiace tanto. Sono persone che, dal 2003 ad oggi, hanno contribuito in maniera determinante alla crescita dalla Pallacanestro e del suo settore giovanile. Li avevamo fatto anche dalle proposte, ma non sono risultate di loro gradimento. Ripeto, sono scelte dolorose, ma volevamo con forza questo cambio di mentalità». Sulla questione interviene anche Carlo Chesi, collaboratore tecnico del club, che è stato l'"aggancio" fra la società e Mosi. «Mi è stato chiesto un consiglio - spiega - e io ho detto la mia. Ci tengo a chiarire, però, che non è mai stata mia intenzione mandare via nessuno». Sul roster, invece, c'è ancora da lavorare. Ci sono giovani in prova, in questi giorni, ma gli unici movimenti al momento riguardano le partenze di Cantini (che rientra a Certaldo) e Stolfi (a Livorno). Toccherà a Mosi e ai suoi uomini, ora. «Le responsabilità non mi spaventano - spiega il nuovo coach - siamo qui per lavorare e le motivazioni non mancano. Gli obiettivi? Il principale è senza dubbio la crescita di tutto il movimento. Che peraltro, grazie al lavoro di chi mi ha preceduto, è già di ottimo livello. In C, invece, puntiamo a una salvezza il più tranquilla possibile».
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