Il dolore
Corsi: via i mascalzoni dal calcio
Francesco Turchi
«Siamo tutti parti lese ma il ripescaggio in serie A è un sogno impossibile»
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EMPOLI. «In questa brutta vicenda siamo tutti parti lese. A cominciare dalla Figc e dalle società a cui appartengono i giocatori coinvolti. Questi sì che vanno puniti. In tutte le sedi». Ma di serie A per l'Empoli non è il caso di parlarne: «In questo momento non ci voglio neanche pensare. Anche se è vero che 25 anni fa ci trovammo ripescati in serie A nel mese di agosto». Il presidente Fabrizio Corsi lascia cadere, almeno per ora, l'assist dell'avvocato bolognese Mattia Grassani, uno dei massimi esperti di diritto e giustizia sportiva, che aveva indicato tutte le società di B, dal Novara in giù (scorrendo la classifica), parti lese della vicenda del calcioscommesse, e che di conseguenza potrebbero costituirsi in un procedimento. L'inchiesta di Cremona che sta scuotendo il mondo del calcio, va avanti. Atalanta e Siena potrebbero vedere svanire la promozione in A in un'estate che si annuncia caldissima nei tribunali, dove potrebbero essere riscritte le classifiche. Compresa quella di serie B: «Noi non prenderemo iniziative - puntualizza Corsi - perché non mi sembra che le società in questione abbiano avuto delle responsabilità in tutta questa vicenda. Almeno questa è la mia sensazione, basata su quel poco che ho sentito in questi giorni». Gli azzurri non faranno del ripescaggio un obiettivo tale da meritare una mobilitazione come quella del 2004, quando in un'estate infuocata per un'altra vicenda legata al calcioscommesse e di bilanci in profondo rosso di molte società, l'Empoli fu protagonista di una battaglia legale, che però non ebbe esito. «Stavolta è diverso - puntualizza subito Corsi. Le società che hanno conquistato la promozione sul campo (Atalanta e Siena, ndr) sono vittime di un gruppo di persone che avrebbero orchestrato questo sistema per falsare le partite. Ma non vedo cosa ci avrebbero guadagnato le società in tutta questa storia». Il patron azzurro scagiona dunque bianconeri e nerazzurri: non sarà lui a fare loro la guerra. L'organizzazione di cui faceva parte anche l'ex centravanti della Nazionale Beppe Signori avrebbe pilotato alcune partite tra B e Lega Pro (tra gli indagati anche il capitano e bandiera dell'Atalanta Cristiano Doni). Ma ci sarà da capire se sarà riconosciuta la "responsabilità oggettiva", la regola che estende alle società e quindi alle squadre, l'eventuale responsabilità di ogni singolo tesserato: «Questi personaggi - se saranno confermate le loro responsabilità - dovranno essere puniti in tutte le sedi: ci vuole una lezione esemplare. I mascalzoni - tuona Corsi - devono essere sbattuti fuori dal mondo del calcio. Altrimenti rischiamo il baratro». La vicenda comunque deve servire da insegnamento anche da un altro punto di vista. Le parole di Corsi hanno il sapore del rimprovero per certe società: «Prima si sceglie la persona e poi il giocatore. Quando si ingaggia un calciatore è bene accertarsi che prima di tutto abbia altre qualità sul piano umano».
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