Sicurezza
Il Montaione decide di voltare pagina
Roberto Felici
◗
La rosa del Montaione al gran completo Si chiude il ciclo dell'allenatore Baldini e del direttore sportivo Tafi
3 MINUTI DI LETTURA
MONTAIONE. Con la retrocessione in Prima categoria il Montaione ha ammainato due bandiere. Si è chiuso sia il ciclo di mister Leonardo Baldini durato tre anni (più le oltre 200 presenze da portiere) che quello del diesse Moreno Tafi durato undici anni (più quattro da allenatore). Un campionato caratterizzato da ristrettezze di bilancio con le defezioni in corsa di importanti titolari come Guidi, Fiorentini e Salonicchi e da diversi infortuni con Bello, Brotini e Rossi rimasti a lungo ai box, si è concluso col penultimo posto e la sconfitta nei playout contro il Cascina. «Nonostante le difficoltà incontrate abbiamo offerto ottime prestazioni contro avversari di rango come Gracciano all'andata, Montelupo e Valdarbia al ritorno - spiega mister Baldini - ma la miglior soddisfazione è avere tenuto unito il gruppo che ha lottato fino all'ultimo e si è sempre allenato seriamente. In generale sono stati 3 anni di panchina molto importanti. Il primo con una lunga imbattibilità iniziale e un piazzamento a ridosso dei playoff. Il secondo con una grande testimonianza di affetto dello spogliatoio che mi ha fatto ritirare le dimissioni e prendere lo spunto per una miracolosa rimonta dalla zona retrocessione. E' mancata purtroppo la ciliegina con un'altra salvezza». Inevitabilmente il libro dei ricordi si apre sui trascorsi da giocatore. «Ho partecipato a due storiche vittorie del Montaione che non aveva mai fatto né la Promozione, né l'Eccellenza. Anche la conquista della Coppa Toscana contro il Firenzuola è stato un bel traguardo. Tante le soddisfazioni che non saranno cancellate dall'ultima amara pagina. Ringrazio la società e il presidente Vasco Montagnani per avermi permesso di fare le prime esperienze come preparatore dei portieri e come allenatore sentendomi addosso la massima fiducia». Anche per Moreno Tafi si è trattato di un doloroso saluto. «Il rapporto con la dirigenza, i giocatori, gli allenatori e tutto il paese ha avuto un sapore particolare - afferma il direttore sportivo - un ciclo intenso e pieno di belle emozioni umane e sportive. E' rimasto solo il rammarico della retrocessione finale che nella partita di ritorno dei playout a Cascina, nonostante il solito organico ridotto, per poco non siamo riusciti a evitare. Un esito negativo del campionato che affonda le radici in una difficile congiuntura economica e in alcuni errori di valutazione». La sua storia bluarancio è durata complessivamente ben 15 anni. «Venni chiamato dal diesse Riccardo Rossetti come allenatore per la prima esperienza a livello dilettantistico. Ricordo la grande collaborazione del presidente Profeti, del vice Ceccanti e degli accompagnatori Parentini e Atzas. Dopo due cicli biennali in panchina sono tornato a Montaione nel 2000 come diesse. Sotto la presidenza di Roberto Profeti prima e Vasco Montagnani poi siamo arrivati fino all'Eccellenza. Pochi gli allenatori avuti e senza mai uno screzio: Ramerini, Ceccatelli e Baldini. L'unica ferita rimasta aperta è l'esonero dell'amico Paolo Tafi dopo 4 mesi con la squadra ai vertici della classifica. Un ringraziamento va a tutte le persone con cui ho lavorato: dal dottor Bicchierai ai responsabili delle giovanili, fino ai genitori sempre sensibili alle iniziative sociali. Negli ultimi tempi ho avuto in sede eccellenti compagni di viaggio come Giacomo Gennai, Antonio Vezzosi e Antonella Bulleri. Infine una citazione per due colonne del calcio montaionese come Sauro Bagni e Luigi Lenzi già presenti al mio arrivo nel 1991».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
