Il Tirreno

Empoli

Il sogno svanisce ma l'Empoli resta...

David Biuzzi
<b>L&#146;illusione</b> Lo splendido gol realizzato da Mirko Valdifiori in avvio di ripresa
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L’illusione Lo splendido gol realizzato da Mirko Valdifiori in avvio di ripresa

Addio ai playoff dopo il pareggio col Torino, però la prestazione è da applausi

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 EMPOLI. Il sogno dell'Empoli non muore all'alba, ma in una serata di metà maggio. Il pareggio col Toro, infatti, significa l'addio ai playoff. Eppure gli azzurri ci provano in tutti i modi, giocando una grande partita e meritando gli appluasi finali del popolo del Castellani.  Subito ko. La gara parte in un'atmosfera da grandi occasioni - al Castellani c'è più gente e, soprattutto, più calore del solito - e i 22 in campo non vogliono essere da meno. Si va a mille, insomma, con grande intensità e con due squadre allo specchio (4-4-2 per Aglietti, 4-4-2 per Lerda). Il primo squillo è azzurro, con l'ispirato Fabbrini, ma è il Toro a passare dopo 2' e mezzo. Segna Iunco, imbeccato da Antenucci sul filo del fuorigioco dopo un break di De Feudis e un mezzo fallo non fischiato. E' un colpo duro, ma Stovini e soci ripartono con ancora più slancio, trascinati dall'entusiasmo della Maratona. E se la giocano pure bene, gli azzurri, perché costruiscono bel calcio e occasioni con grande facilità. Fabbrini è scatenato, ma la porta di Rubinho (strepitoso in due occasioni) pare protetta da entità extra-terrene. Alle mezzora, poi, Coralli (positivo fino a quel momento) deve arrendersi a un infortunio (dentro Forestieri) e lo stesso fa Iunco (dentro Sgrigna). A rimetterci è l'Empoli, che impiega qualche minuto per riorganizzarsi (e anche tirare il fiato). Nel recupero, però, serve ancora un gran Rubinho (su Gorzegno) per salvare l'immeritato vantaggio della truppa granata.  Vinto ai punti. La ripresa inizia con gli stessi uomini e lo stesso film. A parti invertite, però. Al minuto numero 4, infatti, Valdifiori s'inventa una sberla al volo da fuori area (dopo un angolo ribattuto da Antenucci) e stavolta neanche i super-poteri salvano il Toro e il suo portiere dalla inevitabile capitolazione. Si ricomincia con il risultato che non vuole nessuno (la parità), insomma, e con la truppa di Lerda che, dopo aver subito sempre, comincia a giocarsela. Fa fatica, però, perché l'Empoli attenua sì la stretta, ma continua a farsi preferire. In mezzo, soprattutto, dove Musacci e Valdifiori hanno il sopravvento, ma anche per le continue sgasate di Fabbrini a sinistra (mentre Forestieri è meno brillante del solito). La gara è più equilibrata, dunque, però il lavoro per Rubinho (su Mchedlidze) non manca. Aglietti, così, sgancia forze fresche (Lazzari per Nardini e Soriano per Musacci), mentre Lerda (sorretto da un buon Antenucci) prova a rinforzare la mediana con Budel (per De Vezze) e poi s'affida a Pagano (per Gabionetta). Cambi a parte, il finale torna avvincente proprio perché l'1-1 scontenta tutti. Bisogna provare a vincere, insomma, anche a costo di perdere. L'Empoli, che ha speso di più, ci mette comunque il cuore e ci prova, anche esponendosi al contropiede. Il Toro, invece, sembra accontentarsi del pari (eppure oggi c'è Padova-Livorno...) e attacca solo sulle palle inattive. Nel recupero, a dire il vero, rischia di scapparci anche la beffa, ma Pelagotti compie una parata che, chissà, potrebbe anche decidere la corsa ai playoff. Non per l'Empoli, il cui sogno è ora appeso a un filo che potrebbe spezzarsi già oggi, ma il lungo applauso che il popolo azzurro tributa ai suoi beniamini è significativo...

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