Il Tirreno

Empoli

Il direttore sportivo Cantini lascia Ponte a Elsa dopo 12 anni

Roberto Felici

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 EMPOLI. Dopo 12 anni le strade della Pallacanestro Empoli e di Fulvio Cantini si sono divise. In un comunicato congiunto la società e il direttore sportivo hanno reso noto questa decisione che pone fine a un ciclo importante anche se culminato con una retrocessione. «Quando sono arrivato a Ponte Elsa nel 1999 c'era un ristretto gruppo dirigenziale composto da Carli, Michelucci, Masetti, Ninci e Vezzosi, una sola categoria giovanile e la prima squadra militava in serie D. Abbiamo compiuto grandi passi sotto il profilo dei risultati sportivi, dell'allargamento del consiglio a una trentina di persone e del radicamento sul territorio. Particolare attenzione è stata posta sulla valorizzazione del vivaio che conta una dozzina di gruppi e che nella prossima stagione sarà rappresentato in tutte le categorie. Ultimamente sono state investite risorse per passare dalla crescita quantitativa all'innalzamento del livello tecnico».  Come si è articolato questo ciclo a Ponte a Elsa.  «Ho iniziato come allenatore per due anni. Poi sono stato vice di Massimo Buscioni e direttore sportivo. Con l'avvento in panchina di Marco Baldini ho ricoperto solo il ruolo di dirigente per contribuire alla crescita delle strutture societarie».  Le maggiori soddisfazioni?  «Il campionato vinto al primo colpo in serie D dopo lo spareggio col San Miniato e la prima promozione in B2 ottenuta durante la gestione Baldini. Ma vorrei ricordare anche i progressi delle giovanili che sono aumentati col passare del tempo».  Personaggi a cui è rimasto più legato?  «Beppe Carli è la figura storica della Pallacanestro Empoli e con lui si è istaurata anche una bella amicizia. Dal punto di vista tecnico c'è stato un buon rapporto con Rodolfo Lari (stessa matrice cestistica castellana, ndc). La lista dei nomi sarebbe troppo lunga e vorrei accomunare tutti in un ringraziamento per la collaborazione ai vari progetti».  Dove continuerà il suo lavoro nel basket?  «E' presto per dirlo. Devo smaltire la stanchezza, perché in 12 anni ci sono stati anche momenti molto difficili da superare. Ma mi piacerebbe tornare ad allenare una squadra giovanile».  Intanto coach Rodolfo Lari è tornato ad occuparsi del settore giovanile. Per la sua successione si seguono diverse piste, compresa quella che porta all'ex Paludi.

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di Redazione web