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Empoli

Il caso. Vitale non chiude la porta ai blucerchiati in un’intervista a un sito specializzato

«Io alla Sampdoria? Mai dire mai...»

D.B.
Il dg azzurro Pino Vitale
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Il dg azzurro Pino Vitale

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 EMPOLI. Continua a scherzarci sopra, Pino Vitale. L'impressione, però, resta quella: l'interesse della Sampdoria - come anticipato la scorsa settimana - nei suoi confronti c'è, ed è reale. Che poi il matrimonio si faccia o no è un altro discorso. Però lo stesso direttore generale azzurro, intervistato da un sito specializzato, non sembra chiudere definitivamente la porta. Ecco le sue dichiarazioni: «Ad Empoli sono sempre stato bene e ho un rapporto particolare con la proprietà. Quella di rimanere in Toscana - ha spiegato - è sempre stata una mia scelta. Negli anni in tanti mi hanno cercato, ma per motivi familiari ho sempre scelto di restare qui. Nella vita, però, non si può mai sapere. Se chiama la Sampdoria? Vediamo, mai dire mai. Ma qui ad Empoli si sta bene».  Non un "no" forte, chiaro e assoluto, insomma. Anche se bisogna dire che i blucerchiati, probabilmente proprio perché tutt'altro che sicuri del sì di Vitale, starebbero battendo altre piste. Come quella che porta a Longo, fresco di "divorzio" anticipato dal Bologna. E, oltretutto, nella stessa intervista il direttore generale azzurro parla molto dell'Empoli. Di quello di oggi, ma anche di quello che potrebbe essere domani (facendo dunque capire di essere coinvolto al cento per cento anche nel progetto futuro). «Ancora non siamo né carne e né pesce - ha dichiarato - abbiamo 49 punti e può accedere di tutto. Comunque siamo contenti di ciò che stiamo facendo e dei giovani che abbiamo in squadra. E se l'anno prossimo riusciamo a mantenere l'ossatura della squadra, possiamo creare qualcosa di importante. Però siamo una squadra di serie B e quindi dobbiamo stare attenti ai bilanci e dinnanzi ad offerte importanti non possiamo dire di no. L'idea, tuttavia, sarebbe quella di tenere tutti per costruire qualcosa di importante». Il dirigente ha poi parlato della situazione di Eder. Il Brescia, infatti, ha l'obbligo del riscatto della metà del cartellino del bomber brasiliano (a 2,2 milioni di euro dopo l'1,8 pagato per il prestito) solo in caso di salvezza. «Vedremo cosa accadrà al Brescia - ha concluso - sarei contento se si salvasse, ma trovare al giocatore una nuova sistemazione in A non sarebbe un problema. Ritorno a Empoli? No, non è più un elemento che fa per noi. Quando i giocatori vanno vai da qui non possono tornare, per una questione di stipendio e stimoli».

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