Il Tirreno

Empoli

Così ti risolvo il problema del gol...

David Biuzzi
Un gesto di approvazione del tecnico azzurro Alfredo Aglietti
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Un gesto di approvazione del tecnico azzurro Alfredo Aglietti

La base resta il 4-3-3, ma gli accorgimenti tattici di Aglietti stanno pagando

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 EMPOLI. E' questione di talento e anche di condizione fisica. Nel calcio, insomma, c'è poco da inventare. Eppure certe soluzioni vanno ricercate, provate e automatizzate. Prendete l'Empoli: fino a poche settimane fa ha sofferto il problema del gol. Finché Coralli ha retto, cioé, gli azzurri hanno goduto delle prodezze del bomber, ma il suo fisiologico calo di condizione (figlio soprattutto dell'emergenza che per mesi ha pesato sul reparto avanzato) aveva lasciato un vuoto.  Le novità. Un "buco" che Aglietti e il suo staff hanno ricucito con pazienza. Come? Semplicemente trovando nuove soluzioni nel 4-3-3 che ormai è lo schema di riferimento (nell'ultimo periodo l'unica variante è stato il 4-2-3-1 d'avvio partita col Padova). La prima mossa, intravista col Novara ma che ha cominciato a pagare a Bergamo, è stato lo spostamento dei due esterni d'attacco. Saponara e Forestieri, cioé, ora giocano più dentro al campo. Il primo lo fa anche senza palla, nel senso che spesso si fa trovare fra le linee, mentre l'italo-argentino preferisce tagliare dentro dopo essere entrato in possesso. Un gioco che, come detto, a Bergamo ha funzionato. Merito anche degli inserimenti degli interni di centrocampo. Soprattutto Moro ha attaccato spesso lo spazio e la splendida azione del primo gol (riassunta, come posizioni occupate, nella tabelle in alto) è nata proprio così: taglio interno di Saponara, inserimento di Moro con cross in area sul primo palo per Mchedlidze (mentre Forestieri era sul secondo).  Le qualità. Insomma accorgimenti che sembrano di poco conto, ma che sono studiati per esaltare le qualità dei singoli. Saponara, ad esempio, è devastante quanto riesce ad entrare dentro il campo ed è proprio così che Aglietti sta cercando di sfruttarlo. Da ex attaccante (peraltro di ragazzo), comunque, il tecnico lascia spazio anche al talento personale. E in questo caso come esempio si possono citare il gol di Mchedlidze a Crotone e quello di Soriano a Bergamo: senza i centimetri del georgiano, cioé, sarebbe stata più dura.  

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