Il Tirreno

Empoli

Il ragazzino è diventato grande

David Biuzzi
Nella foto sopra l’attaccante georgiano Levan Mchedlidze Sotto, a destra, il giovane esterno Riccardo Saponara impegnato nel corso del match col Cittadella
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Nella foto sopra l’attaccante georgiano Levan Mchedlidze Sotto, a destra, il giovane esterno Riccardo Saponara impegnato nel corso del match col Cittadella

Da ultimo arrivato a protagonista: Saponara ora è un'arma in più

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 EMPOLI. Ora deve combattare contro sé stesso, contro tutto quello che è. Riccardo Saponara, cioé, deve diventare cattivo. In campo, s'intende, visto che il talento per colpire chiunque e in qualsiasi modo già ce l'ha. Per diventare più incisivo, però, l'esterno deve dimenticarsi delle sua educazione, del suo carattere. Ad oggi, infatti, è il classico ragazzo che ogni genitore vorrebbe vedersi portare a casa dalla propria figlia. Un merito, senza dubbio, ma l'ultimo gradino da scalare, dopo essere cresciuto tantissimo, è proprio quello di trasformarsi - quando gioca - in un "bad boy".  Ma, come accennato, Saponara ha già fatto molto. Tanto da diventare, lui è che è nato nel dicembre del '91 ed è alla sua prima esperienza fra i grandi, prezioso sia per Aglietti sia per Ferrara e la sua Under 21. «Diciamo che cominciano a vedersi i frutti del lavoro - spiega lui - all'inizio ho fatto tanta tribuna e qualche panchina, com'era giusto e logico che fosse visto che arrivavo dalla Primavera, ma dando il massimo giorno dopo giorno sono riuscito a ritagliarmi il mio spazio. Ora, però, bisogna continuare su questa strada».  Intanto, in una settimana, è arrivato il primo gol in Under 21 e la partecipazione attiva nell'azione del primo gol all'Atalanta.  «Il gol in nazionale è una soddisfazione e un'iniezione di fiducia. A dirla tutta, però, ora vorrei segnare con l'Empoli e per l'Empoli. Qui tutti mi hanno dato molto, anche fuori dal campo».  Magari con il Livorno?  «Speriamo, anche perché il derby è una tappa importante. Credo che possa riscrivere la storia della nostra stagione. Dopo un grande avvio abbiamo avuto qualche difficoltà, è vero, ma se riusciremo a conquistare i 3 punti... Certo sarà dura, visto che il Livorno attraversa un periodo complicato e darà tutto per batterci».  E dunque?  «E dunque noi dovremo metterci la stessa grinta e la stessa determinazione. Anzi, qualcosina di più».  E a proposito di determinazione...  «Lo so, è l'aspetto che devo migliorare. Negli ultimi 25 metri bisogna essere cattivi, e in questo senso ho ancora tanta strada da fare. In campo serve il sangue agli occhi».  Ma proprio il gol in Under e partite come quella di Bergamo possono aiutarla.  «Vero. In casa della capolista, soprattutto, abbiamo davvero fatto una buona partita. L'avevamo preparata benissimo e siamo riusciti a interpretarla benissimo. Ci voleva proprio un'impresa del genere. Ora, però, dobbiamo pensare al Livorno».  Quando scelse l'Empoli, e non l'Inter, lo fece anche per completare gli studi: c'è riuscito?  «Sì, mi sono diplomato in ragioneria. Ma devo dire grazie ai miei genitori, soprattutto a mia mamma Paola, che per un anno e mezzo sono venuti a Empoli a metà settimana per darmi una mano. Senza di loro non ce l'avrei fatta».  Proprio un bravo ragazzo, insomma.

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