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Empoli

Coralli prende a calci le polemiche

Coralli abbraccia Aglietti dopo aver segnato un gol
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Coralli abbraccia Aglietti dopo aver segnato un gol

«Non ero disponibile per la sfida col Novara, altrimenti avrei giocato»

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 EMPOLI. Il suo destino è essere protagonista. Lo è quando gioca a segna, cosa che è capitata spesso nel corso della stagione, lo è quando gioca e non segna, cosa che purtroppo si è ripetuta nell'ultimo scorcio di stagione. Ora, però, Claudio Coralli è riuscito in un'impresa di non poco conto. Ovvero essere protagonista anche quando in campo non c'è. E' successo venerdì, nell'anticipo col Novara. Alla fine della gara, infatti, i tifosi hanno messo Aglietti nel mirino. Al tecnico è stato rimproverato il mancato utilizzo del bomber. Che, però, era semplicemente infortunato. Come sia nata questa strana situazione è difficile da capire, ma di sicuro a mettere la parola fine ai fraintesi ci pensa proprio il diretto interessato. Coralli, infatti, spiega una volta per tutte che non era a disposizione a causa di un infortunio al ginocchio sinistro che ancora lo sta facendo tribolare. Soltanto ieri, infatti, l'attaccante ha ripreso a lavorare con il gruppo. Lo ha fatto, peraltro, evitando la prima parte dell'allenamento - i traini - e concludendo le partitelle a tema in condizioni ancora non perfette. Per la sfida alla capolista Atalanta, insomma, dovrebbe esserci. Eppure è ancora d'obbligo il condizionale perché la sua situazione andrà monitorata giorno dopo giorno.  «Venerdì scorso non potevo giocare - taglia corto Coralli - altrimenti avrei giocato. Purtroppo giovedì ho accusato dei problemi al ginocchio operato. Abbiamo fatto anche una risonanza che ha mostrato un'edema. Così, con lo staff medico, abbiamo deciso di effettuare subito un'infiltrazione particolare (di acido ialuronico, sostanza spesso utilizzata nella chirurgia estetica ma considerata anche un eccellente anti-urto e lubrificante nelle articolazioni, ndr) a cui, in genere, mi sottopongo a stagione finita. Serve per lubfricare il ginocchio, visto che dai tempi dell'intervento chirurgico ho problemi con le cartilagini e devo farne una ogni sei mesi».  Eppure per molti tifosi non era infortunato e sarebbe stato addirittura lei a dirlo loro di persona.  «Non ne so niente, ve lo assicuro, e sicuramente non saprei spiegare un motivo del genere. Posso solo ribadirvi che ero infortunato e che anche oggi il ginocchio non lo sento stabile».  Potrebbe saltare anche la sfida di Bergamo?  «Penso di farcela, anche se potrei non essere al meglio. Ma sono pronto a stringere i denti. Lo avrei fatto anche venerdì scorso, ma francamente non era possibile».  Ma cosa ne pensa di questo strappo che si è creato con i tifosi?  «Innanzitutto che mi dispiace molto. Però se la gente non è contenta di noi ha diritto di manifestare il suo disappunto. L'importante è che, come accaduto venerdì sera, ci inciti per 90 minuti».  Il gruppo ne sta risentendo?  «Come dispiace a me, dispiace a tutti. Vorremmo sembra far felici i nostri tifosi. Ovviamente c'è il rammarico per non aver potuto sfruttare al meglio due gare interne che poteva farci spiccare il volo, però stiamo lavorando con l'impegno e la serenità di sempre».  Anche perché...  «Anche perché non siamo ancora né carne né pesce. Siamo lì nel mezzo e con 7 giornate ancora da giocare può succedere di tutto».  Lei guarda in alto o in basso?  «Non guardo. Penso, come tutti i miei compagni, che dobbiamo affrontare questo finale di stagione come se dovessimo giocare 7 finali».  Intanto la prima andate a giocarvela in casa della capolista...  «La speranza è che l'Atalanta abbia la pancia piena, che abbiano già cominciato a festeggiare dopo il successo di Modena. Battute a parte, dopo la sconfitta dell'andata avranno pure voglia di vendicarsi, ma siamo pronti a vendere cara la pelle. Ce le metteremo tutta, insomma».  E se non bastasse?  «Penseremo a quella dopo, al Livorno. Una gara alla volta, insomma, con l'obiettivo di arrivare il prima possibile a 52 punti, alla quota sicurezza. Una volta assolto questo compito, poi, vedremo dove sarà possibile arrivare».  Ma all'Empoli serve il miglior Coralli.  «So che posso dare tanto a questa squadra. L'importante è mettersi subito in carreggiata, ovvero lasciarsi alle spalle questi problemi fisici che mi stanno frenando. Però non mi sento un giocatore indispensabile e non lo sono. L'Empoli, a lo ha dimostrato, può e deve fare bene an che senza di me».

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