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Empoli

«Battuto il Chiesina non ci siamo più fermati»

Il tecnico Salvadori ripercorre le tappe della marcia trionfale

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 PONTE A CAPPIANO. Mister Fabrizio Salvadori ripercorre le tappe della promozione. «Siamo partiti col piede giusto vincendo le prime 3 partite - racconta - poi è intervenuto un black out a ottobre con 3 sconfitte su 5 gare. La squadra in quel frangente ha risentito dei ritmi della nuova categoria. Il derby contro l'Atletico Santa Croce ci ha rimesso in carreggiata e puntellato la mia panchina. Da lì fino alla sosta natalizia sono state 6 vittorie consecutive. A gennaio si è verificato un altro piccolo calo anche per le difficoltà dei campi pesanti. Sfruttando il lavoro in palestra, andando sul sintetico di San Donato e giocando qualche partita ad Altopascio abbiamo aggirato il problema».  Quali sono stati i momenti della verità nel girone di ritorno?  «Ovviamente lo scontro diretto col Chiesina. Il successo casalingo per 1-0 ha dato ulteriore slancio alla nostra rincorsa e non ci siamo più fermati approfittando del calo psicologico della capolista che da +8 si è vista sorpassare. Altro momento decisivo è stata la rimonta da 1-3 a 4-3 contro le Spianate».  Nell'ultima striscia di 11 vittorie spesso avete sfruttato i minuti finali.  «Anche domenica scorsa è stata dura. Meno male che lo svantaggio iniziale è durato poco. La squadra in questa e altre circostanze ha dimostrato un forte convinzione non arrendendosi di fronte alle difficoltà e non accontentandosi dei pareggi. Fino al 90' e oltre».  Rammarichi per la Coppa Toscana? «Ci puntavamo, ma è bastato sbagliare una partita per uscire. L'andata della semifinale ha compromesso tutto. Comunque il Pianella che ci ha eliminato è una squadra tosta e può vincere il trofeo».  Altre promozioni ottenute in carriera?  «Prima della doppietta col Cappiano avevo vinto a San Romano Terza categoria, Coppa interprovinciale e Coppa Toscana. Con l'Atletico Galleno, invece, la promozione era sfumata per un soffio: 2º posto a -1 dallo Scintilla».  Una parola sui suoi collaboratori?  «Riccardo Buti e mio fratello Alessandro. Ufficialmente sono preparatore dei portieri e massaggiatore, ma hanno fatto da vice dando una grossa mano. Devo inoltre ringraziare mia moglie Paola per l'aiuto morale».  Prenderà il patentino per allenare in Prima categoria?  «Domani andrò negli uffici della Federazione per presentare la documentazione». R.F.

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