Sicurezza
L'Empoli s'accontenta ma perde i suoi tifosi
David Biuzzi
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Fernando Forestieri prova a regalare la sua maglia ai tifosi della Maratona che però la rifiutano Agguanta il Padova al 28' della ripresa, ma poi la melina fa infuriare il popolo del Castellani
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EMPOLI. Il punto, chiariamolo subito, è guadagnato, perché il Padova sembra averne di più in tutti i sensi, soltanto che l'Empoli riesce sì ad evitare la sconfitta interna, ma rischia seriamente di perdere qualcosa che forse è ancora più importante: i suoi tifosi. La contestazione. Per una volta, infatti, bisogna partire dalla fine. E quella di Empoli-Padova non arriva al 90', ma al minuto numero 28 della ripresa. Come Valdifiori "pesca" la zampata del pareggio, infatti, le due squadre smettono di giocare. Per la cronaca, è vero, ci sarebbero una fuga di Ardemagni tamponata da Mori e un tentativo di Mchedlidze murato da Portin, ma è chiaro che si tratta di episodi estemporanei. Sul campo, infatti, si assiste a una "melina" fatta per lo più di retropassaggi con tutti che sembrano contenti del pari. Tutti quelli sul rettangolo verde, almeno. Sulle tribune, infatti, monta la rabbia (anche perché le agenzie di scommesse avevano tolto la giocata sul pari e addirittura pare che su Facebook ci fosse stato una sorta di "passaparola" proprio sul 2-2 finale...) Che prima si manifesta con bordate di fischi, poi coi cori di empolesi e padovani quasi in coro: «Vergogna, vergogna». Quando Merchiori fischia la fine, poi, lo stadio esplode proprio. E non è finita. Già, perché gli ultrà della Maratona rifiutano le maglie dagli azzurri e il disappunto di Forestieri scalda ulteriormente gli animi. I tifosi, così, si spostano all'uscita degli spogliatoi per una contestazione dura ma che non trascende mai. E la bagarre va avanti fino alle 18, quando proprio Forestieri esce a spiegarsi e scusarsi. La partita. E dire che, come accennato, per quel che si è visto sul campo dovrebbero essere i veneti a rammaricarsi. Nonostante il gol iniziale di Laurito (precisa incornata su cross di Gorzegno), infatti, l'Empoli ha poche idee e dimostra anche di essere inferiore al Padova sotto il profilo della brillantezza fisica (e il caldo c'era per tutti...). Invece che costruire la gara sul vantaggio, infatti, gli azzurri arretrano tanto, troppo e senza motivo. Le ripartenze annegano in una mare di errori non provocati e una prodezza di De Paula (23') rimette le cose a posto. Per gli ospiti, ovviamente, perché la truppa di Aglietti continua a giocar male (pessimo Fabbrini, ma sono in tanti a non carburare) e commettere sbagli madornali. Come quelli che, in avvio di ripresa, consentono a El Shaarawy di farsi metà campo palla al piede e infilare Pelagotti (Valdifiori calcia male una punizione, Moro rincorre a vuoto, Marzoratti non va a chiudere). L'Empoli, già in difficoltà, sbanda paurosamente e rischia il ko in almeno tre occasioni. Gli ingressi in serie di Mchedlidze (per Nardini), Saponara (fuori un fischiatissimo Fabbrini) e Soriano (per Moro) migliorano solo leggermente la situazione (gli unici sussulti, in verità, li regala il solito Forestieri), ma il passaggio al 4-4-2 con due punte forti fisicamente diventa vincente. Al 28', infatti, una rimessa laterale allungata da Laurito prima e Mchedlidze poi innesca la zampata di Valdifiori che sancisce il pari. E' anche la fine della partita, però, e l'inizio di una storia che potrebbe anche diventare la fine di un amore...
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