Il Tirreno

Empoli

Forestieri non ha tempo da perdere

David Biuzzi
Forestieri non ha tempo da perdere

«Forma al 70%, ma se il mister vuole sono pronto a giocare domani»

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 EMPOLI. L'occhio è sveglio, lo sguardo furbo. Fernardo Forestieri, insomma, sembra uno che sa il fatto suo. Un tipo che ha voglia di affermarsi, di sfondare, e che ha scelto Empoli proprio per questo motivo. Non a caso si è fatto 5 ore di macchina - con la sua 500 rosso fiammante - per arrivare in città all'ora di pranzo, firmare il contratto e mettersi subito al lavoro agli ordini di Aglietti. Con l'attacco falcidiato da influenza e infortuni, infatti, la possibilità che possa scendere in campo domani, col Frosinone, è concreta. «E nel caso - sottolinea l'italo-argentino - risponderei presente. Sono al 70%, mi mancano un po' le partite (nell'Udinese era chiuso e ha disputato qualche gara con la Primavera, ndr), ma se il mister chiama io ci sono, dall'inizio o a gara iniziata».  Nel caso, infatti, si è già preso la maglia numero 40. Sopra, però, non cercate il cognome, Forestieri, perché ha chiesto e ottenuto di farci scrivere Fernanados. Ovviamente non poteva utilizzare il soprannome, "El topa", che in Toscana significa ben altro... «Il soprannome intero - racconta - sarebbe "El tepodar". Chi significa? In italiano è qualcosa di simile a un escavotore, un buldozzer. Infatti me lo ha messo mio nonno perché da piccolino, quando ho iniziato a giocare al calcio, per prendere la palla spingevo via gli avversari senza tanti complimenti».  Ora, però Forestieri è cresciuto e le caratteristiche sono diametralmente opposte. Si tratta, infatti, di un attaccante (può giocare trequartista, punta esterna o seconda punta) rapido e tecnico. E' cresciuto nel Newell's Old Boys, in Argentina, sono lo sguardo di Sergio Almiron (il padre dell'ex azzurro Sergio Bernardo) e vuole, fortissimamente vuole sfondare in Italia. «Se ti affermi in questo calcio - sottolinea - puoi giocare in qualsiasi parte del mondo. Ed è per questo che ho spinto per venire a Empoli. Questa è una piazza ideale per laciare i giovani e io non vedo l'ora di riuscirci».  Empoli, fra l'altro, sembra comparire spesso nel suo destino. Contro gli azzurri, infatti, ha giocato la prima vera gara in Italia (con la maglia del Genoa) in Coppa Italia. E, ancor prima, poteva addirittura diventare un empolese. Accanto a lui, infatti, il direttore sportivo Carli racconta che fu portato proprio in azzurro, direttamente dall'Argentina, per uno stage di 5 giorni. L'Empoli voleva prenderlo, ma non aveva le possibilità di chiudere l'operazione. «Ed è da allora - spiega il giocatore - che la voglia di indossare la maglia azzurra mi è rimasta addosso. Ripeto, questa è una piazza famosa per come sa lavorare con i giovani. In più ho visto alcune immagini della squadra e mi piace come gioca. Questo sarebbe già bastato, ma poi ci ha pensato anche Totò (Di Natale, ndr) a dirmi che dovevo venire da voi a tutti i costi».  Ci è arrivato, Forestieri, e ora pensa già a metterci le tende. «Arrivo in prestito - dice - ma spero che la mia permanenza a Empoli sia molto più lunga di 6 mesi. Ora che ci sono, insomma, vorrei restare e consacrarmi qui».  Intanto registra le prime impressioni positive («ho ritrovato alcuni ex compagni (Gotti, Lazzari e Chara, ndr) e questo renderà tutto più facile») e la prima speranza. «Domani sarà il mio 21º compleanno e, come regalo, vorrei una bella vittoria».  

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