Il Tirreno

Empoli

Lavoro e dialogo: è la ricetta di Lari

Roberto Felici
Rodolfo Lari
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Rodolfo Lari

Il nuovo coach della Pallacanestro indica la strada per la salvezza

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 EMPOLI. Otto sconfitte consecutive sono costate la panchina a Maurizio Pandolfi, coach di grande esperienza nel pianeta femminile, su cui la Pallacanestro Empoli aveva scommesso, la scorsa estate, per il dopo-Paludi. La soluzione interna si chiama Rodolfo Lari, responsabile del settore giovanile, con la collaborazione del confermato Daniele Bagnoli e di Claudio Calvani "promosso" dall'Under 15 eccellenza e suo ex allievo ai tempi dell'Abc. Domenica è previsto il debutto casalingo contro Cecina.  Lari è un altro personaggio castellano trapiantato al palazzetto di Ponte a Elsa. Dopo aver giocato nell'Abc fino a 19 anni, ha allenato a lungo i gialloblù. Dalle giovanili è passato in prima squadra dal 1980/81 (subentrando al dimissionario Silvio Nuti) al 1983/84 con un campionato vinto in serie D ai playoff e tre salvezze ottenute in C2. Il capitano era Fulvio Cantini attuale direttore sportivo della Pallacanestro Empoli. Per 9 anni è stato al settore giovanile dell'Use, contribuendo alla formazione di tutti giocatori empolesi lanciati durante il ciclo-Billeri. Per una decina di partite ha guidato anche i senior sostituendo Mario Ferradini in serie D. La parentesi biancorossa è stata preceduta e seguita da due periodi nello staff del San Miniato. Infine dal 2004 è approdato a Ponte a Elsa.  «Quando sono arrivato qui per occuparmi del settore giovanile ho trovato solo una squadra del 1990 e un gruppo Minibasket - racconta Rodolfo Lari - credo che nessuna società possa vantare una crescita così rapida nei numeri e nella qualità. Oggi abbiamo due squadre nei massimi campionati (l'Under 15 eccellenza e l'Under 14 regionale) e una inserita nella fascia open (l'Under 19). Senza dimenticare che quattro ragazzi del nostro vivaio sono stabilmente aggregati al roster della B dilettanti. E' un lavoro che mi piace e che sta dando grandi soddisfazioni come in passato».  Allora perché ha accettato la panchina della B dilettanti?  «Fino al giugno scorso ho fatto parte anche del consiglio direttivo della società e il legame con i dirigenti è profondo. Si tratta di un gesto di generosità nei loro confronti in un momento così delicato. La mia aspirazione, però, è tornare prima possibile ad occuparmi esclusivamente dei giovani».  Come pensa di risollevare la classifica della squadra?  «Lunedì ho svolto il primo allenamento e ho bisogno di un po' di tempo per decifrare la situazione dal punto di vista tecnico e psicologico. In questi giorni ho avuto contatti frequenti con Maurizio Pandolfi, a cui sono legato da stima e affetto e di cui ho caldeggiato l'ingaggio. La ricetta è ritrovarsi in palestra tutti i giorni coi giocatori. Certamente non aiutano i continui infortuni. Adesso abbiamo Lazzeri ai box per uno stiramento al polpaccio».  Secondo lei la salvezza è possibile?  «Tutti avevamo messo in conto che potesse arrivare anche all'ultimo minuto dell'ultima partita. Sotto questo profilo non cambia nulla. C'è tutto il girone di ritorno davanti, ed eventualmente i playout, per giocarsi la permanenza nella categoria».  

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