Sicurezza
«Caro Empoli, tornerai a volare...»
Marco Fani
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Gigi Cagni, il tecnico dei record, sulla panchina azzurra Mister Cagni pronto a scommettere sulla squadra del suo ex centravanti
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EMPOLI. «A questa città e al colore azzurro sono profondamente legato. Insieme al Piacenza ha rappresentato l'esperienza più emozionante della mia carriera. L'Empoli arriverà di nuovo in alto». A parlare è Gigi Cagni, il tecnico dei record che in riva all'Arno può vantare una storica qualificazione in Uefa. A distanza di tre anni dall'ultima esperienza sulla panchina azzurra apre il libro dei ricordi. «L'Empoli - racconta Cagni - è tornato a puntare con grande decisione sui giovani e questa è la carta vincente per costruire un valido progetto, in cui il centro sportivo di Monteboro ha un ruolo determinante. A Pino Vitale si potrà dire tutto, ma da uomo di calcio e di grande esperienza ha sempre le intuizioni giuste». Un gruppo guidato quest'anno in panchina da Alfredo Aglietti, allenato da Gigi Cagni nell'esperienza di Verona a fine anni Novanta. «In quella stagione - prosegue l'ex tecnico azzurro - avevo impostato la squadra col 4-3-3. Ad Aglietti chiedevo di giocare da attaccante esterno sinistro e lui non era molto d'accordo con me. Probabilmente aveva ragione, visto che l'anno successivo segnò molti gol con Prandelli da prima punta. Aneddoti e ricordi a parte, è sicuramente un allenatore molto preparato. Non è facile trovare un attaccante capace poi di diventare un ottimo allenatore. Nelle prime quindici giornate ha fatto qualcosa di veramente eccezionale che non è assolutamente casuale. Ma l'esperienza per crescere e migliorare si accumula soprattutto nelle sconfitte. Per questo sono convinto che nel girone di ritorno vedremo di nuovo un Empoli protagonista». Impossibile, poi, non ricordare i tanti momenti vissuti in Toscana. «È stata un'esperienza splendida sotto tutti i punti di vista - prosegue Cagni - in un ambiente che ti permette di fare calcio. Quando arrivai trovai una situazione complicata. Credo di aver messo molto del mio, senza voler passare da presuntoso, per risollevare la squadra e portarla alla salvezza. Fu fondamentale l'ingaggio di Cristian Riganò e la rigenerazione di Ciccio Tavano. L'anno successivo, quella della conquista della Coppa Uefa, fu una stagione particolare sotto tutti i punti di vista. Tutto girò alla perfezione e con la squadra centrammo un capolavoro, credo irripetibile». Ma cosa non rifarebbe Gigi Cagni sulla panchina azzurra? «Alcune scelte nella stagione successiva non furono felicissime - continua il mister - se avessi fatto giocare la migliore formazione in Coppa Uefa l'epilogo sarebbe stato sicuramente diverso. Purtroppo fu in quel frangente che si incrinò qualcosa. Pino Vitale mi disse che, secondo quanto percepiva, la squadra non mi seguiva più come prima e aveva deciso per l'esonero. Io gli spiegai che dal mio punto di vista era una decisione sbagliata, come poi ha ammesso anche lui successivamente quando fui richiamato. Ma di quel momento ho apprezzato soprattutto la grande onestà del direttore generale azzurro. Nella mia carriera ho subito tre esoneri e sono in quell'occasione la decisione mi fu comunicata guardandoci negli occhi». Sabato prossimo la serie B tornerà in campo dopo la sosta e alla ripresa gli azzurri saranno opposti al Vicenza. «Non ho ancora deciso - continua Cagni - ma sto pensando seriamente di venire a vedere la partita allo stadio. Tornare a Empoli è sempre un piacere. Oltretutto gli azzurri hanno fatto vedere uno dei migliori giochi della categoria, insieme a Novara e Varese». Infine una curiosità legata al futuro. «La panchina? - conclude Cagni - mi manca. Sono pronto a rituffarmi nei prossimi mesi con entusiasmo».
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