Il Tirreno

Empoli

Stovini torna subito trascinatore

David Biuzzi
<b>Tre immagini della stagione del capitano </b>A sinistra il gol realizzato da Lorenzo Stovini nel derby vinto al Castellani con il Grosseto Qui sopra il saluto ai tifosi della Maratona dopo la splendida vittoria conquistata contro il Siena A destra l&#146;uscita dopo l&#146;espulsione col Sassuolo
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Tre immagini della stagione del capitano A sinistra il gol realizzato da Lorenzo Stovini nel derby vinto al Castellani con il Grosseto Qui sopra il saluto ai tifosi della Maratona dopo la splendida vittoria conquistata contro il Siena A destra l’uscita dopo l’espulsione col Sassuolo

Il capitano ha scontato la squalifica e scuote l'ambiente: «Io ci credo»

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 EMPOLI. Sembra Spartaco, il gladiatore ribelle che sfidò Roma. Le sua catene, Lorenzo Stovini, le ha spezzate sabato scorso, scontando l'ultimo dei tre turni di squalifica rimediati nel match col Sassuolo, e ora è pronto, da buon capitano, a capeggiare la rivolta dell'Empoli contro la crisi.  «Finalmente è finita - spiega il leader del gruppo azzurro - purtroppo, contro il Sassuolo, ho avuto un attimo di follia. Mi dispiace per come sono andate le cose, ma ora bisogna guardare avanti».  Anche perché dietro, senza di lei, non è che le cose siano andate granché: 7 gol incassati in 3 partite...  «Ma è un errore pensare che Stovini sia indispensabile. E' successo in un periodo particolare e, probabilmente, sarebbe successo anche con me in campo. Contro Livorno e Sassuolo, ad esempio, c'ero anch'io».  Però è difficile pensare che sia un caso...  «Vi dico io cosa non è un caso: non è un caso che l'Empoli sia rimasto imbattuto per 15 partite. Quello che voglio dire, cioé, è che siamo una squadra forte e che sappiamo di esserlo e di poter fare un cammino importante».  Detto in questo periodo, però, suona un po' strano.  «Io ci credo. Credo nell'Empoli e potete scriverlo a caratteri cubitali. Ora c'è la sosta, tiriamo una bella riga e vediamo di ripartire con la carica giusta».  Ma cosa è successo in queste 5 partite?  «E' difficile spiegarlo. C'è stato un calo, ci sono stati infortuni e ci sono stati pure gli episodi che ci hanno girato contro. Una serie di circostanze, dunque, che hanno creato questo periodo un po' così. Fa scalpore che questi passi falsi siano arrivati tutti insieme, ma in verità credo che sia stata quell'incredibile partita con il Portogruaro ad aumentare le difficoltà. Però, lo dico e lo sottoscrivo, nell'Empoli non si è rotto niente. Il gruppo è unito, i valori ci soni e c'è anche la rabbia per tornare subito a far punti. Tra l'altro, ne sono convinto, basterebbe un risultato positivo per ritrovare la fiducia e l'entusiasmo dei primi mesi e per riprenderci definitivamente».  Sono questi i buoni propositi per l'anno nuovo?  «E ne aggiungo uno personale: prometto di non rivolgermi più in certi termini ai direttori di gara e agli assistenti. Stare fuori in queste tre partite è stata dura, durissima».  Quindi la ritroveremo ancora più carico?  «Su questo potete anche andare a scommettere».  Però dovrà trasmettere questa carica ai compagni?  «Non sarà un problema. Anzi, siamo tutti arrabbiati e concentrati. Chiudiamo l'anno a metà del guado, a livello di classifica, ma noi sappiamo dove possiamo e vogliamo arrivare».  E sarebbe?  «No, di obiettivi non si parla. Però meritiamo di meglio e lo sappiamo tutti. E io, ripeto, ci credo».  

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