La protesta
La storia. Anche questanno i gialloblù hanno preferito la solidarietà ai doni
La vittoria più bella del Santa Maria
Marco Fani
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Germaine Kaboré 2 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Niente panettoni, niente pandori, niente bottiglie di spumante. Anche quest'anno il Natale del Santa Maria farà rima con solidarietà, visto che i trecento ragazzi che giocano nella società gialloblù - così come i loro istruttori - hanno rinnovato la donazione di 350 euro ad una ragazzina che vive nel Burkina Faso, la piccola Germaine Kaboré. Il progetto va avanti ormai dal 2003 e, grazie al contibuto della società gialloblù, Germaine ha potuto concludere il primo percorso di studio, potendo vivere con grande dignità nonostante un contesto di povertà. «Sette anni fa - racconta il vicepresidente del Santa Maria, Valis Bagnoli - decidemmo, di comune accordo con gli allenatori e le famiglie dei ragazzi, di rinunciare ai classici dolci natalizi e destinare una cifra per un'adozione a distanza. L'adozione rientra nel progetto "Il cuore si scioglie" e anche in questi giorni abbiamo nuovamente confermato il contributo a favore di Germaine». La ragazzina ha ora quindici anni. È nata in una famiglia molto povera e numerosa e i genitori sono riusciti a permettergli un grado di istruzione, tanto prezioso in un paese povero come il Burkina Faso, grazie al contributo economico della società gialloblù. «Nei giorni scorsi - prosegue Bagnoli - abbiamo ricevuto una lettera di rigraziamento che ci ha riempito il cuore di gioia e anche di grande orgoglio. Germaine ha completato gli studi della scuola primaria e ci ha inviato anche una foto attuale e i cari saluti del babbo e della mamma, oltre agli auguri per il nuovo anno». Il contributo del Santa Maria è a disposizione anche della comunità dove vive Germaine. «Sappiamo - conclude il dirigente gialloblù - che la cifra dell'adozione è complementare ed è destinato anche ad aiutare la comunità dove vive la ragazza. I soldi, infatti, vengono utilizzati anche per progetti complessi come per esempio realizzazione di edifici, scuole o pizzerie. La nostra matrice sociale è quella di Polisportiva senza fini di lucro e quindi questo piccolo investimento rispetta un po' i nostri obiettivi, non solo calcistici ma anche sociali».
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