Sicurezza
Un'odissea lunga 15 ore
D.B.
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Il direttore sportivo dellEmpoli Marcello Carli Dalle 13 alle 4 del mattino per arrivare in ritiro A vuoto il tentativo dei dirigenti di rinviare la partita
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TORINO. «Un'odissea, una cosa allucinante». Sono queste le prime parole che il direttore sportivo azzurro, Marcello Carli, sceglie per raccontare il viaggio dell'Empoli verso Torino. Il suo, nella macchina con gli altri dirigenti, ma anche e soprattutto quello della squadra. Che, partita intorno alle 13, è arrivata nel capoluogo piemontese alle 4 del mattino: 15 ore. «Il pullman è rimasto bloccato sulla Fi-Pi-Li fino alle 18 - racconta il dirigente - poi è riuscito a tornare indietro, ma è stata comunque un'impresa. Abbiamo deciso di far fermare la squadra a cena, a Stabbia, prima di andare a prendere la Firenze-Mare a Montecatini. Intorno alle 22 abbiamo oltrepassato il casello e il viaggio vero e proprio è iniziato». Peccato che i problemi non fossero finiti. «All'altezza di Versilia - continua Carli - c'è stato un guasto al bus e abbiamo dovuto cambiarlo. Non andava più il riscaldamento e anche i tergicristalli erano in tilt. Non c'era verso di continuare, dunque. Dopo quest'ennesimo stop, poi, ci siamo rimessi in marcia. Noi dirigenti siamo arrivati alle 3, la squadra alle 4. I ragazzi hanno dormito più in pullman che in albergo». Una situazione molto difficile, dunque. Tanto che i dirigenti hanno provato anche a capire se fosse possibile rinviare la partita. «Abbiamo sentito quali erano gli orientamenti della Lega - rivela ancora il direttore sportivo - ma abbiamo subito capito che non c'erano possibilità. Tra l'altro c'è anche a chi è andata peggio. Venerdì sera eravamo in contatto coi dirigenti del Padova che, intorno alle 23, erano bloccati col pullman sull'A1 all'altezza di Barberino. Con gli alberghi tutti piani, credo che abbiano dormito sul bus per essere poi oggi a Livorno a giocare la partita». Solo che il Padova poi la partita non se l'è giocata, perché la Lega in questo caso ha optato per il rinvio. «Forse era una situazione diversa - conclude Carli - perché comunque sono arrivati a Livorno intorno alle 12 (ma, comunque, dopo aver dormito in albergo e non sul bus, ndr) e comunque non mi sento di dire che abbiamo perso perché eravamo stanchi, sarebbe troppo facile e anche ingiusto. Nella seconda parte della ripresa, d'altra parte, abbiamo fatto le cose migliori. Meglio pensare a lavorare, dunque, che non a inutili polemiche».
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