Il Tirreno

Empoli

Meno male che è arrivata la sosta...

David Biuzzi
Fabbrini è per terra Coralli alza le mani: l’Empoli si è arreso anche nel match in casa del Torino
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Fabbrini è per terra Coralli alza le mani: l’Empoli si è arreso anche nel match in casa del Torino

Troppi problemi da fronteggiare: l'Empoli incassa la quinta sconfitta consecutiva

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 TORINO. Il calcio non è fatto coi numeri ma, qualche volta, i numeri possono aiutare a capirlo. Eccoli, così, quelli che spiegano la quinta sconfitta consecutiva dell'Empoli: 9 giocatori indisponibili (fra squalifiche e infortuni) e 15 ore di viaggio in pullman sulle spalle.  Buoni segnali. Peccato che la Lega abbia usato due pesi e due misure rinviando la sfida del Padova a Livorno ma facendo giocare l'Empoli, arrivato a notte inoltrata in Piemonte (intorno alle 4). Quando piovono guai, insomma, gli azzurri sembrano sempre senza ombrello. E comunque, recuperate le energie residue, Aglietti presenta la formazione annunciata sul terreno dell'Olimpico. Ovvero l'Empoli coi tre mediani che disegna il 4-1-4-1 quando si difende e che dovrebbe attaccare con 3 punte. Nel Toro c'è Belingheri sulla traquarti e, in un clima polare, si parte subito con buoni ritmi. Merito soprattutto dei padroni di casa che approfttano dei fisiologici sbandamenti degli azzurri per creare almeno tre pericoli nei primi 13'. Sono soprattutto le scivolate di Marzoratti e Musacci, però, ad azionare i padroni di casa che, sulla trequarti, sembrano trovare spazi e misure. Aglietti, così, interviene dalla panchina intervendo le posizioni di due centrocampista: il più solido Valdifiori va davanti alla difesa e Musacci si sposta ad agire da mediano destro. Una mossa che comincia a pagare immediatamente, perché l'azione del Toro diventa più macchinosa e prevedibile e, dalla parti di Handanovic, succede poco o niente. Ritrovata la solidità, poi, l'Empoli comincia a prendere coraggio e persino a pungere (nonostante il solito poco peso offensivo) con un'occasionissima di Soriano (sprecata) e un eurogol sfiorato da Foti.  La caduta e la ripresa. Al riposo, dunque, i segnali positivi non mancano. Ma la ripresa inizia in maniera decisamente peggiore. L'ennesimo errore gratuito di Marzoratti, infatti, innesca la ripartenza del Toro proprio mentre gli azzurri salgono e Iunco scarta il cioccolatino che gli viene offerto da Gasbarroni (appena entrato) per infilare Handanovic. Sotto di uno l'Empoli sbanda e dopo un'altra manciata di secondi l'altro nuovo entrato, Pellicori, brucia Vinci su angolo di Sgrigna e raddoppia. Sempre più nubi, dunque, si addensano sulla testa degli azzurri, ma proprio mentre sta per precipitare nel baratro la truppa di Aglietti riesce a rimettersi in piedi. Il tecnico sgancia Coralli per Musacci e aumenta il peso offensivo dei suoi, poi fa esordire in B il classe '91 Signorelli (per Nardini) e l'Empoli torna dentro la partita quasi in maniera prepotente. Fra il 26' e il 34', infatti, segna un gol e ne sfiora altri due, dando l'impressione di poter davvero inseguire l'impresa. Non succede, però, perché nel finale la lucidità va a farsi benedire e l'ingresso di Cesaretti per Gotti - l'idea è quella di giocarsi il tutto per tutto - non aggiunge niente. Quel che resta, dunque, è la quinta sconfitta consecutiva, ma anche il sollievo della sosta che arriva e, tutto sommato, l'impressione che l'Empoli possa aver trovato la strada giusta per ritrovarsi.  

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