Gioco
«Vi racconto l'impresa di Torino»
Marco Fani
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Mauro Bertarelli in azione con la maglia dellEmpoli Mauro Bertarelli ricorda il blitz di 13 anni fa: quel gol mi è rimasto nel cuore
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EMPOLI. Nel cuore dei tifosi azzurri è stampata una data indelebile: 23 febbraio 1997. Gli azzurri, reduci dalla brutta sconfitta interna contro il Ravenna (1-4), andarono a vincere clamorosamente in casa del Torino. L'eroe di giornata fu l'autore del gol Mauro Bertarelli, entrato in campo nella ripresa e decisivo come in altre quattro gare. Fu l'inizio della cavalcata di Spalletti e soci verso la serie A. Corsi e ricorsi storici. Dopo quattro sconfitte consecutive il gruppo di Aglietti ha l'obbligo di provarci proprio in casa del toro, per chiudere l'anno solare con un risultato positivo. E come allora «l'impresa è difficile ma non impossibile», parola di Mauro Bertarelli. «È una rete che ricordo con grande orgoglio - ricorda - a casa ho ancora un dvd con molte delle reti che ho segnato in carriera e proprio quella di Torino mi evoca un'emozione particolarissima. Mi vengono i brividi a sentire la telecronaca originale, anche se sono passati più di tredici anni». Oggi Bertarelli vive a Civitanova nelle Marche. Negli ultimi anni ha lavorato come tecnico e responsabile in settori giovanili dilettantistici della zona. Empoli è stata una tappa importante della sua carriera che gli ha lasciato un bellissimo ricordo. «Venivo da un infortunio gravissimo - ricorda l'ex bomber azzurro - e la stagione con Luciano Spalletti fu fondamentale per poter ripartire, anche se purtroppo negli anni successivi i problemi fisici mi hanno limitato. Segnai cinque gol giocando molti spezzoni di partite e fu una stagione magica per tutto l'ambiente. Mi ricordo il calore dei tifosi e l'ottimo rapporto che avevamo con la città. Fu un anno incredibile, in cui mi tolsi anche delle belle soddisfazioni a livello personale». Tra i compagni di allora c'era Giovanni Martusciello, attuale vice di Alfredo Aglietti. «Giovanni era un tipo molto carismatico nello spogliatoio che faceva gruppo - prosegue Bertarelli - ed era anche molto simpatico. Ricordo tanti altri compagni tra cui Massimiliano Cappellini, che come me aveva già giocato in serie A. Ma la vera forza di quella rosa era il fatto di essere costituita da tanti ragazzi che provenivano da categorie inferiori. C'era grande fame di vittorie e la promozione fu il coronamento di un ottimo lavoro». Bertarelli è ancora oggi uno spettatore interessato del torneo cadetto. E ha già avuto modo di osservare l'Empoli. «Ho visto la gara di Novara - racconta - e sono rimasto veramente impressionato dalla grande solidità dimostrata dalla squadra nella ripresa. Francamente mi dispiace per questa serie di sconfitte, ma sono sicuro che l'Empoli ha si risolleverà. A Torino servirà una prestazione quasi impeccabile, ma le qualità ci sono». Di Empoli Bertarelli ricorda anche la familiarità dell'ambiente. «Sono legato ad ambienti a misura d'uomo come era Empoli o come è stata la Sampdoria di Mantovani e poi Ravenna nel prosieguo della mia carriera - conclude l'ex attaccante - questo modo di far calcio mi è rimasto nel cuore. Valori importanti che ho portato dentro di me anche nelle mie esperienze da allenatore nelle giovanili e che sono la vera forza della società del presidente Corsi».
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