Sicurezza
Il presidente Corsi esorcizza la crisi
David Biuzzi
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A sinistra il capitano e leader degli azzurri Lorenzo Stovini, fuori da due giornate (salterà anche anche Torino) per la squalifica rimediata con il Sassuolo, qui sopra il presidente Fabrizio Corsi A destra il georgiano Levan Mchedlidze a bordo campo prima dellinizio del match col Portogruaro «Al posto delle certezze ora ci sono le paure: è un problema solo mentale»
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EMPOLI. E' una questione di mentalità, di testa. Quelle degli azzurri, oggi, sono piene di fantasmi, di paure. Ma l'importante, ora, è non perdersi del tutto. Non farsi travolgere. Lo dice e lo sottoscrivere, dopo il tracollo col Portogruaro, il massimo dirigente Fabrizio Corsi. Il massimo dirigente, insomma, stavolta indossa i panni dello psicologo. «A caldo - ammette - tutti noi siamo rimasti sconcertati da quello che è successo. Era una partita chiusa, vinta, e siamo riusciti nell'impresa di perderla. Ora, però, bisogna cercare di focalizzare quello che è il vero problema e tocca soprattutto a noi dirigenti e al tecnico trovare la strada per uscirne al più presto». Intanto avete capito dove sta il problema? «Sì. E' una situazione quasi esclusivamente mentale. Forse ci sono 2 o 3 giocatori non al top della forma, ma in linea di massima la condizione atletica c'è e la ripresa giocata col Portogruaro, finale a parte, lo dimostra. Guai, però, a pensare solo ed esclusivamente a quei minuti di pura follia». In che senso? «Che l'analisi deve comprendere anche il primo tempo. Un primo tempo brutto, bruttissimo. Condizionato da una serie infinita di errori individuali. Sbagli spesso banali, quasi sempre gratuiti. E il tutto, ripeto, è riconducibile alle difficoltà mentali della squadra. Alla fine del primo tempo, negli spogliatoi, sembrava che fossimo sotto di 3 gol per le facce che avevano i nostri... La verità, insomma, è che le certezze costruite in 15 giornate ora hanno lasciato il posto ai fantasmi e alle paure». Una brutta situazione. «Bella non lo è di sicuro. Ma bisogna mettere in conto l'età media della squadra, che è molto bassa. In questo momento particolare, poi, abbiamo anche i due giocatori più esperti e più forti caratterialmente fuori causa. E mi riferisco e Gorzegno e Stovini». Ma come si esce da una situazione di questo tipo? «Bisogna reagire. E, tutto sommato, per noi non è un'impresa impossibile». In che senso? «Che abbiamo dimostrato, fino al match con l'Atalanta, che le cose per bene possiamo e sappiamo farle. Bisogna ripartire da lì, insomma, da tutte le situazioni positive che ci siamo creati nella prima parte della stagione. L'errore più grosso che possiamo commettere oggi è quello di mortificarci da soli, di piangersi addosso. Ci sono stati degli errori, è chiaro, e anche più di uno. Però ora ci mettiamo una bella pietra sopra, senza gettare la croce addosso a nessuno». E, fortunamente, la sosta è dietro l'angolo... «Sì, ma prima c'è la partita di Torino e noi dobbiamo andare a giocarcela. Ripeto, abbiamo dimostrato di poter fare risultato con chiunque e dobbiamo provarci e riuscirci anche coi granata». Anche perché la classifica... «Stop, vi fermo qui. La classifica non la guardavamo prima, nel periodo positivo, e non lo facciamo oggi».
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