Sicurezza
Il cinepanettone dell'Empoli è un horror...
David Biuzzi
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In ginocchio Unimmagine emblematica del momento dellEmpoli che contro il Portogruaro ha incassato la quarta sconfitta consecutiva Finale tragi-comico al Castellani: il Portogruaro vince e certifica la crisi degli azzurri
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EMPOLI. Un film, più che una partita. Un improbabile incrocio fra una commedia e un horror, per essere precisi. Già, perché se il finale non fosse tragico - sportivamente parlando - ci sarebbe quasi da ridere. Peccato che gli unici ad essere felici e contenti siano quelli del Portogruaro. Il suicidio. Il finale di una partita pazza, infatti, dice che i veneti tornano a vincere (non accadeva dal 25 settembre...) e che l'Empoli incassa la quarta sconfitta consecutiva. E stavolta basta partire dalla fine per capire quasi tutto. Succede, sul già ricambolesco 2-2, che gli azzurri vadano a battere una punizione appena al di là della linea di metà campo. Salgono tutti, mentre a calciare va Soriano. Cunico, non a distanza, gli ribatte il tentativo di cross, la palla s'impenna e ancora Cunico vince il duello (forse fallosamente). Marzoratti, ultimo difensore, ci va tenero e non riesce a fermare il capitano ospite. A quel punto il contropiede è 4 contro 1 e l'esito scontato: palla a Schiavon che infila il definitivo 2-3. Un suicidio. La partita. E dire che già era successo di tutto. Come le scelte iniziali, con Aglietti che opta per un 4-2-3-1 offensivo (gli esterni sono Cesaretti e Fabbrini) e Agostinelli che risponde con un accorto 5-3-1-1. Dopo 13', però, Espinal si fa male e con l'ingresso di Altinier gli ospiti passano al 4-3-1-2. E, soprattutto, fanno fruttare l'uomo in più in mezzo lasciandosi preferire per tutto il primo tempo. Anche se è Coralli a divorarsi la migliore occasione al 34', infatti, il Porto recrimina di più e più a ragione per una punizione fuori d'un soffio di Schiavon (22') e un erroraccio del lanciatissimo Gerardi (al 27'). Alla resa dei conti, insomma, c'è poco Empoli. Nella ripresa, però, la gara cambia. Accade dopo il 9', quando Aglietti sgancia Soriano (per Cesaretti) e passa al 4-3-1-2 con Fabbrini trequartista. Pur senza trovare mai la qualità del gioco, infatti, gli azzurri alzano la linea del pressing e costringono il Porto a difendersi dentro l'area di rigore. Il trend aumenta dopo l'ingresso di Valdifiori per Musacci, tanto che Agostinelli butta dentro Gargiulo per marcare a uomo Fabbrini. E' una sorta di assedio, dunque, anche se Fort Apache resiste più per demeriti altrui (lo scarso peso offensivo continua a pesare assai per l'Empoli...) che per prodezze proprie. Aglietti, così, si gioca anche la carta Lazzari (fuori Moro) che va a fare il mediano destro in un 4-3-1-2 sbilanciatissimo. Il gol di Soriano, che colpisce da fuori al 34', sembra quello decisivo. Nella testa degli azzurri, però, subentrano i fantasmi e la gestione di una gara in discesa diventa impossibile (e peraltro Aglietti non ha altri cambi per aggiungere solidità). Così Cunico (42') firma il primo pari in mischia eludendo la marcatura di Gotti e per l'Empoli è tutto da rifare. Il bello è che bastano 60" per rimettere le cose a posto, visto che finalmente s'accende l'asse Coralli-Foti e il 2-1 si materializza subito. Se fosse una partita sarebbe finita, ma il film no. E così nuova palla inattiva per il Porto allo scadere, nuovo black out di Gotti e stavolta il tiro-cross di Cunico trova la deviazione vincente di Altinier (che brucia Marzoratti). Poi il già raccontato suicidio finale che certifica risultato e crisi dell'Empoli.
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