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Empoli

Solidità e cuore non bastano all'Empoli

David Biuzzi
Diego Fabbrini conclude addosso a Concetti da posizione ravvicinata E’ una delle migliori occasioni dell’Empoli
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Diego Fabbrini conclude addosso a Concetti da posizione ravvicinata E’ una delle migliori occasioni dell’Empoli

Prova generosa però là davanti qualche problema c'è: il Crotone soffre ma resiste

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 EMPOLI. Vorrei, ma non posso. Già, potrebbe essere questa la foto dell'Empoli di Aglietti. Che ce la mette tutta, nei 98' disputati col Crotone, per vincere e ritagliarsi un posto al sole, ma che alla fine deve arrenders un po' alla sfortuna, un po' a qualche limite che là davanti c'è.  Bel finale. In partenza Aglietti torna ad affidarsi al club dei senatori, ma paga dazio all'infortunio di Mchedlidze e ai 120 stratosferici minuti giocati a Firenze da Fabbrini. Il 4-4-2 che aveva schiantato il Siena, infatti, si rivela solido come sempre (altro 0 nella casella tiri dentro lo specchio della porta subiti), ma un po' meno pungente del solito. Merito, però, va dato anche al Crotone, che conferma la sua vocazione da trasferta presentandosi con un 4-2-3-1 ricco di qualità che permette agli ospiti di non schiacciarsi troppo all'indietro. Per 30 minuti abbondanti, insomma, si viaggia sui binari dell'equilibrio, coi pitagorici che tengono la difesa alta per restare "corti" e gli azzurri che cercano spesso la palla profonda dietro la linea. Idea giusta, sulla carta, peccato che né Foti né Coralli abbiano le caratteristiche per approfittarne. Così la gara resta estremamente interessante sotto il profilo tattico, ma poco spettacolare. Almeno fino all'ultimo spicchio di frazione, quando Stovini e soci alzano il ritmo - sia del pressing che del gioco - e sfiorano il vantaggio fra il 39' e il 42'.  Ripresa d'assalto. E', in sostanza, il prologo a quello che accadrà nella ripresa. L'Empoli, infatti, inizia con gli stessi interpreti, ma con un piglio diverso. Gli azzurri, cioé, prendono possesso dalla metà campo dei calabresi e non ne escono più. Dopo una manciata di minuti, poi, Aglietti si gioca anche la carta del rombo spostando Fabbrini dietro le punte e passando al 4-3-1-2. Il risultato sono 20 minuti di dominio quasi assoluto, un'occasionissima sventata da Concetti e, ovviamente, il conseguente cambio di Menichini che sgancia Eramo per Ginestra e, soprattutto, passa a un più accorto 4-1-4-1 che in teoria dovrebbe diventare 4-3-3 in fase d'attacco, ma che in verità significa 10 giocatori di movimento sistematicamente dietro la linea della palla. Per l'Empoli, così, trovare spazi diventa un'impresa. Il merito di Stovini e soci, però, è quello di provarci comunque fino alla fine. Aglietti ci mette del suo affidandosi a giocatori offensivi freschi - Lazzari e Cesaretti - e affidandosi alla qualità di Musacci in partenza dell'azione. Peccato che la generosità e il cuore non bastino, da sole, a far gol. Ci vorrebbe o un acuto di un singolo, che non arriva, o l'errore di una difesa (quella del Crotone) sempre più sotto pressione, e non arriva neanche questo. Per il resto, poi, ci si mette anche l'arbitro Calvarese, che consente agli uomini di Menichini di applicare il fallo sistematico (su Fabbrini ormai è una costante, ma eclatante è la mancata espulsione di Napoli che scalcia Coralli) e di perdere tempo in tutti i modi. Tante componenti, dunque, impediscono all'Empoli di decollare. Ma, fra queste, ci sono anche le carenze di un organico che, senza Mchedlidze, là davanti rischia di essere un po' troppo leggero. D'altra parte anche i numeri qualcosa significano e quello di ieri è stato l'8º pareggio - il 6º senza reti - in 12 turni di campionato.  

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