La manifestazione
Il responso è atteso per il pomeriggio di oggi: da valutare la gravità della lesione
Mchedlidze rischia due mesi di stop
D.B.
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Levan Mchedlidze durante la gara di martedì scorso a Firenze 1 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Il responso è atteso per oggi pomeriggio, ma le speranze che l'infortunio di Levan Mchedlidze sia di poco conto sono ormai ridotte al lumicino. Già il fatto che lo staff medico abbia deciso di sottoporre il giocatore ad accertamenti a più di 2 giorni dall'incidente la dice lunga. Evidentemente c'era un vasto edema, all'altezza del flessore della coscia sinistra, che impediva di monitorare bene il muscolo. La presenza del sangue, però, significa che c'è una lesione. Per capire reale entità del danno e tempi di recupero, ora, bisogna stabilire di che tipo: lo strappo (o lesione) di 1º grado comprende la rottura di meno del 5% delle fibre muscolari e rimane all'interno del singolo fascio; quello di 2º la rottura di più fascioli; quello di 3º, il più grave, la rottura totale o sub-totale del muscolo. Mchedlidze, dunque, dopo l'esame di oggi continuerà le tarapie (già iniziate) per far tornare integro il muscolo, poi ci sarà la condizione (che stava arrivando) da trovare. Probabile anche il ricorso alla tecnica Pilates, di cui il preparatore Sorbello è istruttore qualificato. L'impressione, è che il georgiano ne avrà per 2 mesi (1 solo per guarire clinicamente). Potrebbe diventare, insomma, una sorta di acquisto di gennaio.
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