Il Tirreno

Empoli

Le società chiedono più sicurezza

Oltre il 92% dei club vorrebbe un mezzo di soccorso a disposizione

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 EMPOLI. Sui campi di gioco del pallone amatoriale dell'Empolese-Valdelsa, è rarissimo che sia presente un mezzo di soccorso a bordo campo pronto ad intervenire in caso di un infortunio grave. Ne abbiamo avuto la riprova la settimana scorsa. Un giocatore del Sant'Andrea ha dovuto aspettare più di mezz'ora l'ambulanza per essere soccorso dopo una brutta botta alla testa (si giocava a Fontanella), stessa sorte che si è ripetuta a Vinci dove un calciatore ha dovuto attendere diversi minuti per essere trasportato al pronto soccorso (si era infortunato gravemente ad un ginocchio).  Il sondaggio. Così abbiamo deciso, in collaborazione con la trasmissione Calcio Uisp Is, di promuovere sulle pagine di Facebook della stessa un sondaggio che ha scatenato diverse reazioni. Abbiamo chiesto alle squadre di darci un parere su come andrebbe garantita la sicurezza sui campi di gioco il sabato e la domenica. Quello che emerge e che giocatori e dirigenti si sentono poco sicuri. Sono chiare le percentuali. Il 57,7% di chi ha risposto ha detto che sarebbe necessario un mezzo di soccorso per ogni 5/6 campi o aree geografiche ben definite che sia sempre pronto ad intervenire. Il 35,7% ha, invece, espresso il desiderio della presenza di un mezzo di soccorso su ogni singolo campo. Solo il 7,1% ha ritenuto che non sia necessario un mezzo di soccorso al campo o in prossimità, affidandosi semmai alla celerità del servizio qualora ce ne sia bisogno. Sicuramente la situazione attuale merita di essere analizzata, per evitare che si ripetano i casi di Fontanella e Vinci. Sabato fortunatamente, invece, a Monterappoli durante Monterappoli-Fortuna l'ambulanza è arrivata subito a soccorrere un giocatore che si era fatto male. Ma anche in questo caso il mezzo non era presente al campo.  Il bilancio. È positivo il bilancio per la prima esperienza di formazione delle società di calcio a 11, a 5 e 7 sulle norme sanitarie. Lo rende la Lega calcio in un comunicato dove sottolinea che sono stati 150 i tesserati (tra giocatori e dirigenti) che hanno preso parte agli incontri. «Siamo soddisfatti delle presenze - scrive il presidente Roberto Cellai - ci sono stati interventi propositivi e costruttivi. Vista la buona riuscita pensiamo di organizzare altre giornate di questo tipo per affrontare altri argomenti come gli aspetti arbitrali e disciplinari». L'obiettivo della Lega è quello di portare dirigenti e giocatori ad un buon livello di conoscenza di tutti gli aspetti che riguardano il calcio, le funzioni della Lega e la propria organizzazione. Si rende inoltre noto che le società che non si sono presentate alle iniziative sulle norme e la tutela sanitaria saranno sanzionate con 30 punti in meno in Coppa Disciplina.

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