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Empoli

L'Empoli tiene botta anche al Granillo

David Biuzzi
Capitan Stovini guida gli azzurri ad appluadire i tifosi (e a raccogliere altrettanti applausi) dei tifosi arrivati fino al Granillo
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Capitan Stovini guida gli azzurri ad appluadire i tifosi (e a raccogliere altrettanti applausi) dei tifosi arrivati fino al Granillo

Con una prestazione convincente allunga la serie utile e sfiora il blitz

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 REGGIO CALABRIA. L'ovazione che il Granillo, a fine gara, regala al grande ex Aglietti vale per tutti. Già, perché l'Empoli tiene botta anche a Reggio Calabria, conferma la propria imbattibilità e dimostra di avere una dote che in B è preziosa come l'oro: la continuità.  Più azzurro. L'Empoli parte con il 4-4-2 annunciato e Musacci (vinto il ballottaggio con Soriano) in mezzo. Anche la Reggina veste l'abito di sempre, il 3-5-2, con gli interpreti ipotizzati e, nei primi minuti, si lascia pure preferire. In verità la gara si sviluppa subito sui binari dell'equilibrio, con le due contendenti che si temono e cercano di non prestare il fianco. Il problema, per Aglietti, è che nei primi 15 minuti si registra una quantità industriale di errori in fase di impostazione e, in sostanza, la manovra non si sviluppa mai. Migliorate gestione della palla e precisione, però, il copione cambia. Sono Stovini e soci, cioé, a farsi preferire per quantità e qualità di gioco. Anche per occasioni, visto che Foti va due volte vicino al vantaggio (salvano Puggioni prima e Acerbi poi) fra il 20' e il 29'. In tutta la fase centrale del tempo, in generale, la bilancia pende dalla parte dell'Empoli che, pur senza dominare, si fa valere anche sotto il profilo della personalità. La truppa di Atzori torna ad affacciarsi nel finale (Handanovic su Bonazzoli al 39') confermando comunque di essere una squadra vera e di vivere pure un buon momento. Al riposo, dunque, si va anche zero gol e poche emozioni, ma anche con la consapevolezza di essere di fronte a due formazioni in grado di accendersi in qualsiasi momento.  Blitz sfiorato. La ripresa, infatti, inizia con gli stessi interpreti ma a tema rovesciato. E' la Reggina, cioé, a fare qualcosa di meglio. La mette soprattutto sul ritmo, la formazione di casa, e finalmente riesce anche a sfruttare la superiorità numerica in mezzo (3 mediani contro 2) per alzare il baricentro e costringere l'Empoli ad arroccarsi vicino all'area di rigore per almeno una ventina di minuti. E' un momento di sofferenza in cui, però, gli azzurri si aggrappano alla loro difesa di ferro e così il forcing calabrese produce un paio di mischie e alcuni tiri da fuori. Il resto lo fa Aglietti che sgancia prima Mchedlidze (per Foti) e poi Soriano (per Musacci) per riprendere in mano il banco. Funziona, perché l'ultima parte della sfida diventa di nuovo favorevole e propizia. Con Moro sopra le righe, infatti, il centrocampo torna a essere territorio empolese e mancherebbe solo il guizzo di Fabbrini (sempre raddoppiato, spesso triplicato e quasi sistematicamente steso) per passare alla cassa. Non arriva, ma nel finale ci vanno vicini prima Mchedlidze con un numero dei suoi e poi Nardini in pieno recupero. La rete del trionfo, in sostanza, non si materializza per questione di centimetri, forse anche millimetri, ma alla resa dei conti sono proprio gli azzurri ad avere più di un motivo per sorridere. Dopo il trionfo nel derby col Siena, infatti, lo 0-0 del Granillo (il quarto su sei trasferte finora disputate) rappresenta un altro esame superato a pieni voti.  

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