Il Tirreno

Empoli

LA DEDICA

«La mia carriera per Riccardo Neri»

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 EMPOLI. Ogni partita, ogni emozione vissuta sul rettangolo di gioco, ha sempre una dedica speciale. Alberto Pelagotti non fa eccezione a questa regola. La sua è per un angelo custode, che porta dentro di sè in tutti gli stadi d'Italia. «Qualsiasi cosa faccio e farò nel calcio - racconta con orgoglio il giovane portiere azzurro - è per Riccardo Neri. Quando gioco è come se lui fosse con me e questo mi dà tanta forza».  Entrambi, infatti, avevano iniziato a tirare i primi calci al pallone in Valdelsa. «Quando eravamo piccoli giocavamo a Castelfiorentino - continua Pelagotti - e tutti e due volevamo fare il portiere, anche se io per un breve periodo avevo provato da attaccante. Poi le nostre strade si sono divise, ma tutti e due eravamo riusciti a portare avanti il nostro sogno calcistico. A distanza di anni è ancora difficile, per me, parlare di questa tragedia. Ma quando scendo in campo non posso fare a meno di indossare i parastinchi in cui ho fatto incidere una dedica speciale al mio amico Riccardo». M.F.

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