Il Tirreno

Empoli

Padovani ormai è un'istituzione

Classe 1962, il portiere del Gavena scende in campo da una vita

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 EMPOLI. «Cosa penso per il mio futuro? Che vorrei smettere - ride - ma non me lo fanno fare». Un mostro sacro, Alessandro Padovani. Una pedina di esperienza per il Gavena, che di privarsene non ci pensa proprio. Nato il 20 gennaio del 1962, è l'estremo difensore con più anni del campionato Uisp dell'Empolese-Valdelsa. Una lunga carriera la sua che è un record di tanti ricordi.  Quelle parate storiche. Padovani adesso fa il secondo di Rocchini, che sponsorizza come uno dei migliori del panorama attuale. Ma non scordiamoci che Alessandro è stato uno dei grandi numeri uno del calcio Uisp. Una carriera fatta di tante squadre e tanti ricordi. «In particolare - ci racconta - quando giocavo nelle Pubbliche Assistenze mi capitò di essere protagonista di una partita seguitissima, almeno 2 mila persone allo stadio, un record, contro la Scalese. Parai un rigore e feci altri ottimi interventi. Sì, quella è stata una delle più belle esperienze della mia carriera». Pubbliche Assistenze ma anche Under 18, Valdorme, Casa del Popolo di Cerreto Guidi, a Limite con la Misericordia, Vitolini Montalbano e il Gavena. Con la formazione dove milita adesso, si è tolto la soddisfazione di giocare spesso da titolare. In campionato, ma anche nelle coppe. Quando gioca il più giovane Rocchini, i suoi consigli piovono come oro colato. «Perché si fa il portiere? Non so - dice Padovani - è una vocazione con cui nasci, che ti senti dentro. Ho sempre voluto ricoprire questo ruolo da quando ero piccolo. Quando non gioco, a Gavena, sto con la squadra e aiuto Rocchini. Ma lui è già bravo di suo, è uno dei migliori del panorama». Chiude con una battuta sulla stagione in corso. «Non siamo imbattibili, stiamo piano piano assumendo una fisionomia. Sono arrivati ragazzi nuovi che prima giocavano nel Sovigliana, cerchiamo di integrarci bene. Qui c'è la mentalità giusta per vincere e toglierci delle belle soddisfazioni».  Super Gracci. A proposito di portieri, segnaliamo che il 4 Mori sta pensando di fare una statua a Simone Gracci. Come sapete gioca attaccante, ma sabato ha deciso di fare il fenomeno tra i pali. In difficoltà per la mancanza del portiere titolare, Gracci (doppietta nel turno precedente) ha preso il posto in porta permettendo alla squadra di poter scendere in campo. Incolpevole sui due gol subiti (lo sottolineiamo), Gracci e il 4 Mori si sono fatti anche delle grasse risate con l'arbitro. Motivo? Semplicemente il direttore di gare pensava che ci fosse stato un errore nella compilazione delle note. Dal fine settimana prossimo tutto tornerà alla normalità e anche i direttori di gara potranno stare tranquilli. Meno i difensori avversari del 4 Mori che Gracci lo preferivano sicuramente in porta.

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