Sicurezza
Capitan Stovini non ha segreti
David Biuzzi
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Qui sopra lincontro nella sede allUnione e, in alto a destra, la premiazione di Ettore Donati Sotto il titolo a destra lesultanza di Stovini dopo il gol al Grosseto «Ringrazio tutti per gli elogi, ma io faccio semplicemente il mio»
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EMPOLI. Il primo indizio lo rivelò Tonelli dopo Ascoli («giocare accanto a Stovini è facile»), il secondo il ds Carli dopo il blitz di Cittadella («Stovini sta interpretando benissimo il ruolo di capitano»), il terzo Musacci l'altro ieri («Stovini è un grande, ci sta dando tantissimo fuori e dentro il campo»). La prova, dunque, c'è. E, insieme, fa nascere una domanda: ma che sta facendo Lorenzo Stovini? Perché, a pochi mesi dall'investitura ufficiale a sostituto di Vannucchi decisa dal tecnico Aglietti, è così importante nell'economia del gioco - e non solo - del nuovo Empoli? Per saperlo, ovviamente, bisognerebbe vivere lo spogliatoio. Anche perché lui, Stovini, incassa volentieri i complimenti ma senza sbilanciarsi. «Io faccio semplicemente il mio - spiega - sono Lorenzo e sono quello di sempre. Mi sento bene, questo sì, e sto bene in questo bel gruppo. Così cerco di dare una mano per quello che posso, ma sono cose che vengono naturali». Naturali o no, il peso specifico di Stovini in casa Empoli sembra crescere di giorno in giorno, di minuto in minuto. «Intanto - spiega lui - ringrazio tutti per i complimenti, perché fanno davvero piacere. Per il resto, ripeto, mi sento bene. Quest'anno ho potuto fare la preparazione con la squadra ed è in estate che si mettono le basi. In più l'investitura a capitano è stata una soddisfazione e uno stimolo. Certo mi sarei comportato allo stesso modo anche senza la fascia, ma certe responsabilità fanno bene». Anche perché Stovini non è un ragazzino. L'anagrafe recita 34 (anni) e il curriculum 350 (presenze in A). «E - aggiunge lui - mi piace dimostrare che chi mi dava per finito, per "bollito", si stava sbagliando di grosso. Non sono più un ragazzo, è vero, però continuo a sentirmi tale e a comportamenti come tale. Nello spogliatoio come in campo, così, c'è sempre tempo e modo per una battuta, uno scherzo, una risata». E, scherza scherza, l'Empoli sembra aver trovato la formula magica, l'alchimia che trasforma una ventina di giocatori in un gruppo. «E' vero - conferma il capitano - stiamo bene insieme. Lavoriamo tanto e lavoriamo bene, ci divertiamo. Ma in questo, sia chiaro, aiutano i risultati. Perché quando le cose non vanno, nel calcio, c'è sempre un mugugno in più». Già, i risultati. Niente male quelli ottenuti finora. «Siamo imbattuti come la corazzata Siena - chiosa Stovini - e questo la dice lunga. Però è presto per porsi obiettivi. Ci sono tante squadre ben attrezzate, ambiziose, e oggi il nostro obiettivo deve essere solo quello di continuare così, a partire dalla sfida col Piacenza. Dovremo prepararci bene e affrontarla meglio, perché in un torneo lungo e difficile come la B i momenti neri sono sempre in agguato». Parola di capitano, di un capitano che sta dando molto ma che ha pure il contratto in scadenza. «Ne parleremo col direttore - assicura lui - il tempo non manca».
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