La protesta
Montaione ha rotto il ghiaccio
Roberto Felici
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A destra Sandro Guidi A sinistra Mattia Capitani e sotto Lorenzo Capitani Il successo sul Pitigliano può essere un trampolino di lancio
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MONTAIONE. Vincendo lo scontro diretto in coda con l'Aurora Pitigliano, il Montaione ha preso uno boccata d'ossigeno: primi punti della stagione, prima volta senza reti subite e maglia nera per la peggior difesa del girone ceduta proprio ai grossetani. Segnali importanti anche se la squadra bluarancio non si può considerare fuori dal tunnel e nella circostanza si è aggrappata alle realizzazioni di due ragazzini del 1993 (Mattia e Lorenzo Capitani). Ne parliamo con uno dei nuovi acquisti: Sandro Guidi, classe 1977. Come avete interpretato questa gara assai delicata? «Non bene dal punto di vista mentale. La pressione dell'ultimo posto in classifica si è fatta sentire e nel primo tempo abbiamo faticato. Poi nella ripresa, complice anche il calo degli avversari, si è visto un gioco migliore e più efficace. Alla fine tre punti fondamentali soprattutto per il morale di una squadra giovane. Inoltre per la prima volta abbiamo mantenuto la porta inviolata». Il calendario, prima, non era stato agevole. «In effetti lo Staggia è partito per vincere il campionato ed è a punteggio pieno, la Pecciolese ha allestito un organico da playoff ed è al secondo posto, il Montelupo sulla carta ci è superiore. Il rammarico maggiore è per quest'ultima sconfitta visto che al 90' potevamo pareggiare e poi nel recupero abbiamo preso altri due gol. E domenica prossima altro test difficile sul campo dell'imbattuto Gracciano». Il mister ha cambiato qualcosa nell'impostazione tattica? «All'inizio giocavano con il 4-2-3-1 con gli esterni di centrocampo molto offensivi. Poi siamo passati al 4-4-2 con l'impiego di due under in difesa. È cambiato anche il mio ruolo sulla fascia di sinistra: prima nella linea difensiva, poi in quella di centrocampo. L'assetto ha funzionato contro il Pitigliano, ma gli avversari non sono stati molto pericolosi e dobbiamo aspettare le controprove». Negli ultimi anni ha vissuto il miracolo Tuttocuoio. «Ho preso parte alla scalata dalla Prima categoria alla serie D. La stagione scorsa è stata quella più esaltante con le vittorie in Eccellenza e nella Coppa Italia nazionale. Devo ringraziare mister Alvini per gli stimoli e i suggerimenti tecnici che è riuscito a darmi. Purtroppo per motivi di lavoro non ho potuto accettare la riconferma, ma sono contento di vedere il Tuttocuoio ancora 1º in D». Il resto della sua carriera calcistica? «Giovanili nel Margine Coperta e nella Fiorentina fino alla Primavera. Poi qualche apparizione nel Pontedera, un anno a Montale, due a Certaldo (1998/99 in Promozione e 1999/2000 in Eccellenza con mister Mario Cioni, ndc), quattro alla Cuoiopelli e cinque al Tuttocuoio».
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