Sicurezza
Il regista dimostra di puntare in alto quando parla del potenziale della squadra e delle sue prospettive
E' di Musacci la voce fuori dal coro
David Biuzzi
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A destra il portiere azzurro Alberto Pelagotti «L'obiettivo è la salvezza, ma siamo forti e non dobbiamo porci limiti»
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EMPOLI. Non è banale in campo, non lo è fuori. Gianluca Musacci, insomma, è abituato a sorprendere. Come sabato scorso, quando ha "uccellato" il pur esperto Pierobon con una splendida punizione, come oggi, quando parla dell'andamento dell'Empoli e delle sue prospettive. La partenza, però, è obbligatoriamente riservata alla rete di sabato scorso. «Un gol - spiega - che mi ha reso felice. Era dai tempi della Primavera che non segnavo su punizione e mi mancava. Ho visto che c'era lo spazio per infilare il primo palo ed è andata bene. Spero sia solo il primo, però, perché quest'anno vorrei segnare almeno 5 o 6 reti». Niente male... «Bisogna restare sempre coi piedi per terra, è vero, ma io preferisco sempre pormi obiettivi importanti». E per l'Empoli? «Stesso discorso. Siamo una squadra giovane, ma forte. I baby più bravi di tutta la serie B ce li abbiamo noi, dunque non mi sembra il caso di volare troppi bassi». E cioé? «La società, ad inizio stagione, ci ha chiesto una salvezza tranquilla e questo resta il nostro obiettivo. Però credo che ci siano le potenzialità per andare oltre. Ora dobbiamo pensare a fare il massimo con Piacenza e Modena, poi ci concentreremo sulla sfida col Siena. Ecco, quella gara secondo me sarà importantissima per capire dove possiamo arrivare». Ma il Siena, francamente, sembra una corazzata... «Probabilmente lo è. Ma, ad oggi, non ho visto nessuno che possa metterci sotto tanto facilmente. Ci sono i presupposti per giocarsela con tutti». Società e tecnico si raccomandano di non alzare l'asticella, ma il suo discorso sembra un po' diverso... «Lo è, ma non troppo. Anch'io penso che il gruppo debba dare il massimo in ogni allenamento preparando tutte le gare come se fossero finali. Per questo, ripeto, ora dobbiamo pensare solo a Piacenza prima e Modena poi. Visto da dentro, però, quest'Empoli mi piace e dico che può ritagliarsi un suo spazio». Ma cosa ha di speciale? «I giovani migliori, lo ripeto, ma anche una grande unione di gruppo e un capitano come Lorenzo Stovini che ci sta dando tantissimo». Ricetta perfetta... «Certi atteggiamenti che vedete sono significativi. Come gli abbracci con la panchina, sabato scorso, dopo tutti e tre i gol segnati al Cittadella. O quello che facciamo all'inizio. Ripeto, siamo molto uniti, molto più uniti di sempre. E questa può diventare la nostra arma in più».
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