Il Tirreno

Empoli

«Dobbiamo correre, non pensare»

David Biuzzi
A sinistra l’abbraccio fra capitan Stovini e Coralli dopo il gol segnato dal difensore contro il Grosseto Qui sopra il direttore sportivo Marcello Carli e a destra il tecnico Alfredo Aglietti mentre impartisce alcune disposizioni a Cristian Cesaretti nel corso di una delle amichevoli del precampionato
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A sinistra l’abbraccio fra capitan Stovini e Coralli dopo il gol segnato dal difensore contro il Grosseto Qui sopra il direttore sportivo Marcello Carli e a destra il tecnico Alfredo Aglietti mentre impartisce alcune disposizioni a Cristian Cesaretti nel corso di una delle amichevoli del precampionato

Il direttore sportivo Carli smorza gli entusiasmi e indica la strada

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 EMPOLI. «Correre, non pensare». Lo dice, lo ripete e lo sottoscrive il direttore sportivo azzurro Marcello Carli. L'acuto di Cittadella, cioé, non solo non deve alzare l'asticella degli obiettivi, ma neanche deve distrarre il gruppo dalla dedizione totale al lavoro quotidiano.  «Al di là dei risultati - sottolinea il dirigente - l'importante è che il gruppo continui a lavorare come ha sempre fatto. Dai primi di luglio ad oggi mi ricordo sì e no un paio di allenamenti fatti al 97% e non al 100%. E' questo quello che conta, dunque, perché è l'unico modo per continuare a ottenere anche i risultati».  Continuare così, però, significa giocarsi un posto in paradiso...  «Significa sfruttare i margini di crescita che ci sono. Questa è una squadra giovane, non dimentichiamolo, ed è ovvio che lavorando tanto e bene non può che migliorare».  Evitando, magari, di rischiare di pareggiare una gara già vinta...  «Ma, secondo me, sabato scorso ci sono stati più meriti del Cittadella che nostri demeriti. Sono rientrati in partita con un grandissimo gol e questo ha riacceso tutto l'ambiente, anche se erano rimasti in dieci. Alla fine, però, abbiamo avuto la forza di andare a prenderci un successo che considero meritato».  Successo che, dice lei, non deve cambiare niente...  «Esatto. Non dobbiamo pensare a qualcosa di diverso che sia la prossima partita. In questo caso, dunque, al Piacenza. Che è ultimo, ma ha un'ottima squadra. La classifica è bugiarda, insomma, e domenica ci sarà da sudare».  Sbagliamo a indicare in Aglietti la rivelazione del primo spicchio di stagione?  «Aglietti è un allenatore bravo e preparato. E questo lo sapevamo. La sorpresa, semmai, è l'intelligenza e la personalità con cui sta affrontando questa sua prima avventura in serie B. Tanto che, oggi, posso dire con sicurezza con lui non corre il rischio di farsi prendere la mano dai risultati. Lo dicono chiaramente le qualità con cui lavora e con cui gestisce il gruppo».  Allora è vero, è Aglietti la sorpresa...  «Aglietti è una componente importante. Come lo è il talento dei giovani. Ma, soprattutto, vorrei sottolineare l'apporto della vecchia guardia».  Faccia pure.  «Per tradizione a Empoli si parla di giovani, di talenti. In questo momento, però, il valore aggiunto è quello dei senatori. Di Stovini, che sta interpretando alla grande il ruolo di capitano, ma anche di Handanovic, Moro, Coralli. Persino Valdifiori e Musacci, che sono ancora due ragazzi, stanno mettendo a frutto l'esperienza già accumulata. E mi riferisco a quello che fanno in campo, ma anche a quello che ci danno da fuori».  Ma, considerate tutte queste componenti, l'Empoli dove potrà arrivare?  «Deve arrivare bene alla partita col Piacenza. Deve correre e non pensare. Tutto il resto, come i sogni, lo lasciamo agli altri».  

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