Gioco
Castello, questione di famiglia
Roberto Felici
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A destra Andrea Fattori a sinistra papà Sauro Sotto Mitra Il gialloblù Fattori svela i segreti del team allenato dal padre
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CASTELFIORENTINO. Se la capolista Pistoiese sta rispettando i pronostici essendo già in fuga dopo 5 giornate, alle sue spalle la sorpresa è il Castelfiorentino che sarebbe l'altra imbattuta del girone senza la sconfitta a tavolino di Pisa. I gialloblù sono andati a spezzare il volo della Fortis Lucchese imponendosi con un largo 4-1 in trasferta e isolandosi al 3º posto. «L'equilibrio del primo tempo è stato interrotto da una gran gol su punizione di Mitra - racconta il centrocampista Andrea Fattori - poi nella ripresa, sfruttando il vantaggio, siamo andati meglio legittimando la vittoria contro un'avversaria tosta». Tre punti per sognare o per avvicinarsi alla quota salvezza? «È troppo presto per cambiare gli obiettivi iniziali. Dobbiamo pensare a raggiungere prima possibile la quota di 40/42 punti. Già domenica prossima contro il Forte dei Marmi troveremo un altro osso duro. E' una squadra di tutto rispetto che fino a questo momento non ha espresso il suo potenziale tecnico». Avete trovato velocemente l'assetto giusto. «La quadratura del gioco è venuta subito. Tutto ciò grazie a un consistente e robusto nucleo di riconfermati e al buon inserimento dei nuovi. E' cambiato il modulo rispetto all'anno scorso, ma il Castelfiorentino sta portando avanti un progetto ben avviato». Come ha ritrovato papà Sauro nelle vesti di allenatore? «Ci eravamo incrociati alla Sestese nel 2001/02 (campionato vinto in Eccellenza, ndc). Il metro di lavoro è rimasto uguale, mentre è cambiato qualcosa nella capacità di gestire il gruppo». Dopo aver indossato le maglie di Pontedera, Monteriggioni, Sestese e Grassina nelle ultime due stagioni, come si trova a Castelfiorentino? «In linea teorica è sempre meglio restare a lungo in un ambiente. Un'esperienza che ho fatto nella Sestese nei primi sei anni di carriera dilettantistica. Poi sono capitate varie vicissitudini che mi hanno portato a cambiare spesso. Spero di aprire un ciclo a Castelfiorentino dove ho instaurato un buon rapporto coi compagni e la società». La Pistoiese ammazzerà il campionato? «È la super favorita e non ha ancora subito un gol, ma anche l'anno scorso era partita bene e alla fine è stata superata dalla Pianese. L'Eccellenza con i gironi a 18 squadre e i turni infrasettimanali è diventata più imprevedibile». Il punto conquistato a Pisa e tolto dal giudice sportivo brucia ancora? «È dispiaciuto a tutti perché lo avevamo meritato. Oltretutto su quel campo pochi avranno il privilegio di strappare un risultato positivo. Ma dalla settimana successiva non ci abbiamo più pensato. Le vittorie sono state il frutto di un percorso di crescita e non per un particolare spirito di rivalsa rispetto a quell'episodio».
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