Il Tirreno

Empoli

Ora è Moro la nuova bandiera

David Biuzzi
Sopra Vittorio Tosto saluta il Castellani al suo passo d’addio In basso a destra Davide Moro impegnato a recuperare palla nella gara di Coppa contro la Reggiana
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Sopra Vittorio Tosto saluta il Castellani al suo passo d’addio In basso a destra Davide Moro impegnato a recuperare palla nella gara di Coppa contro la Reggiana

Il mediano ha firmato: contratto prolungato fino al giugno 2013

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 EMPOLI. Nella stagione del doloroso addio a tante e indimenticabili bandiere - da Cappellini a Vannucchi passando per Tosto, Cupi e Saudati - l'Empoli ne issa una nuova in cima al suo pennone. E' Davide Moro che, al termine dell'allenamento pomeridiano di ieri, ha firmato il nuovo contratto. Un rinnovo con ribasso dell'ingaggio ma prolungamento. La scadenza che era al 30 giugno del 2011, infatti, è stata prorogata per altre 2 stagioni. Salvo sorprese, dunque, il mastino del centrocampo azzurro continuerà a recuperare palloni per l'Empoli fino al 2013.  Un rinnovo che, a dire il vero, era nell'aria da qualche settimana, nonostante la partenza della trattativa fosse stata poco incoraggiante. Il primo incontro, infatti, aveva prodotto un no secco: il giocatore aveva deciso di andare a scadenza, anche se i dirigenti avevano subito chiarito che sarebbe comunque stato a disposizione di Aglietti. Poi il riavvicinamento, quasi subito decisivo, e ieri la firma (alla presenza del procuratore Sergio Berti). «Abbiamo sistemato tutto - spiega Moro - e sono felice. E' un periodo d'oro per me. Dalla nascita di mio figlio Gianluca all'accordo con l'Empoli. Peccato solo per l'infortunio (contrattura agli adduttori, ndr) che potrebbe costringermi a saltare anche la sfida di sabato contro il Cittadella».  Di occasioni, però, per Moro ce ne saranno tante altre. «La trattativa sembrava difficile - racconta - ma poi ci siamo venuti incontro. I soldi? Ho rinunciato a qualcosa, è vero, ma la società mi ha fatto sentire un elemento importante, in campo e fuori, per il suo progetto e questo non ha prezzo».  Da elemento su mercato, come sembrava quando il Livorno non lo ha riscattato, a punto fermo di oggi e domani, niente male. Forse è anche per questo che il giocatore si è decurtato gli emolumenti di un terzo. La trattativa, infatti, dovrebbe essersi chiusa con la classica via di mezzo rispetto al primo incontro: ovvero la cifra proposta dalla società e la durata richiesta dal giocatore. «Oggi - continua Moro - il mondo del calcio non è quello di una volta. Anzi, direi che in generale il mondo non è quello di una volta. Non mi sento un eroe per aver abbassato lo stipendio. Ho 28 anni, qui hanno dimostrato di credere in me e tanto mi basta».  Eppure la trattativa era davvero complicata. L'ultimo rinnovo di Moro, infatti, risaliva ai tempi della conquista dell'Europa. Altre circostanze e altre cifre, insomma. Pur con lo stipendio ridotto, infatti, Moro resta uno dei "top" del gruppo. Ma, evidentemente, il presidente Corsi e il dg Vitale hanno visto in lui le doti - non solo tecniche - per andare avanti. «Io qui sono a casa - dice il mediano - visto che ho pure giocato nelle giovanili. Ora, poi, nel gruppo ci sono tanti altri ragazzi che vengono fuori dal vivaio e la società ha pensato che io potessi dare una mano anche a loro. Ripeto, tutta questa stima non mi ha fatto esitare a dire di sì. E' bastato che ognuno facesse un passo verso l'altro».

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