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Empoli

Ora Stovini è diventato... maestro

David Biuzzi
A sinistra Daniele Mori nel corso della trasferta disputata a Varese, qui sopra Gabriele Angella nella sua ultima partita in maglia azzurra (col Pescara) e a destra Lorenzo Tonelli (in un duello con Ebagua) durante la partita allo stadio Franco Ossola che che ha segnato il suo esordio assoluto in serie B
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A sinistra Daniele Mori nel corso della trasferta disputata a Varese, qui sopra Gabriele Angella nella sua ultima partita in maglia azzurra (col Pescara) e a destra Lorenzo Tonelli (in un duello con Ebagua) durante la partita allo stadio Franco Ossola che che ha segnato il suo esordio assoluto in serie B

Da Angella a Tonelli passando per Mori: accanto al capitano c'è sempre un baby

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 EMPOLI. L'anno scorso era il ministro della difesa, quest'anno è diventato il capitano. Ora, però, a Lorenzo Stovini sembra calzare bene un altro soprannome: il maestro. Già, perché dall'alto dei suoi 34 anni (da compiere il prossimo 24 novembre), si è trovato a dover fare pure questo.  Basti pensare che in questi prime 5 giornate di campionato al suo fianco si sono già dati il cambio tre ragazzi del 1990. Era toccato ad Angella, in avvio, che pure le sue presenze in B le aveva. Poi l'ultimo giorno di mercato si è portato via il centrale di Montelupo e così ecco susseguirsi Mori e Tonelli. «Tutti ragazzi bravi - sottolinea Stovini - anche perché hanno il marchio di qualità del settore giovanile dell'Empoli. Io cerco di dare qualche consiglio, di far fruttare la mia esperienza, ma i valori ci sono. Fidatevi».  Eppure proprio Tonelli, alla fine della sfida di Ascoli ha spiegato che giocare accanto a lei è facile...  «Beh, lo ringrazio. Io, ripeto, faccio quello che posso per dare una mano. Ma lui è bravo, come lo è Daniele Mori, e ha fatto una grande partita».  Grandi partite le sta facendo anche Stovini.  «Rispetto alla passata stagione, quando arrivai ad ottobre, ho potuto fare la preparazione con la squadra e questo mi ha sicuramente aiutato. Mi sento bene fisicamente e mentalmente e così è più semplice fare il proprio dovere in campo. D'altra parte se ho giocato 11 campionati di serie A è segno che forse qualcosina di buono so farla anch'io».  In più questo Empoli sembra essere molto solido.  «Lo dicono i numeri. Abbiamo pareggiato 4 volte di cui 3 per 0-0. Siamo sulla strada giusta, insomma, sperando magari di tornare a vincere in casa già dal derby contro il Grosseto».  L'altra faccia della medaglia, poi, è un attacco che segna poco.  «Questo è un falso problema perché il nostro reparto avanzato è molto forte. Claudio Coralli ha segnato già 3 gol che non sono pochi. Inoltre sta facendo un lavoro fantastico per la squadra. Inoltre ci sono elementi come Levan e Cesaretti che sono in grado di fare grosse cose. Ripeto, questo non è un problema per l'Empoli. E lo conferma il fatto che costruiamo sempre occasioni per segnare».  Parole da capitano vero.  «Più che altro parole sincere. Quanto alla fascia da capitano, poi, è vero che è qualcosa di particolare, di speciale. Per come la vedo io bisogna cercare di onorarla sempre, in ogni partita e in ogni allenamento. Sento la responsabilità di portarla, insomma, come penso succeda a chiunque. Ma è una sensazione positiva, uno stimolo in più».  Come quello di far crescere i giovani.  «Ma, ripeto, sono ragazzi bravi. Altrimenti l'Empoli non avrebbe deciso di puntare su di loro...».  

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