Attenzione
Stavolta il bicchiere è mezzo vuoto
David Biuzzi
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Claudio Coralli corre verso la Maratona per celebrare il gol segnato alla Triestina Per il centravanti si tratta del terzo centro in questo campionato Con la Triestina arriva un altro pari con l'Empoli che si fa valere solo per 30 minuti
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EMPOLI. Un altro pari per l'Empoli. E' il terzo di fila, ma stavolta la truppa di Aglietti fa un discreto passo indietro sotto il profilo del gioco. Dopo 30 minuti importanti, infatti, Stovini e soci incassano l'1-1 al primo tiro concesso agli ospiti e si spengono inesorabilmente. Che sprechi. Eppure l'avvio faceva pnsare a un pomeriggio decisamente diverso. Gli azzurri, infatti, seguono alla lettera le richieste del proprio tecnico e, con un 4-2-3-1 di stampo offensivo (quello annunciato) prendono d'assalto la Triestina. Gli alabardati partono con Malagò al posto dell'ex Sabato, ma subiscono un po' in ogni zona del campo. I quattro assi dell'attacco, infatti, vengono ben supportati dalla coppia mediana, che morde, e una da linea difensiva piuttosto alta. Il gol del vantaggio, non a caso, nasce da un rinvio un po' così che Colombo lascia partire sul pressing del giocatore che poi lo castigherà: Coralli. Al di là dell'azione del vantaggio, comunque, è proprio l'approccio dell'Empoli a colpire favorevolmente. Basti pensare che la manovra è quasi un forcing è che arrivano altre due occasioni clamorose. Peccato che vengano sprecato. E la seconda, al 31', in pratica segna l'inizio della fine. Una manciata di secondi dopo, infatti, la Triestina sfrutta un doppio errore difensivo (Mori entra troppo soft e non libera la minaccia, Vinci è fuori posizione) porta Testini a firmare la prima conclusione nello specchio della porta di Handanovic e il punto del pareggio. Un episodio che può starci, è vero. Ma, in realtà, è come se iniziasse un'altra partita. Senza luce. O meglio, come se toccasse a un altro Empoli. La squadra, infatti, accusa subito il contraccolpo psicologico (forse, visti i primi 30', pensava a una passeggiata) e l'intervallo non basta a riattaccare la spina. Nella ripresa, infatti, quella azzurra sembra una squadra che gioca in notturna senza accendere i riflettori. Già vedere due o tre passaggi di fila, insomma, diventa difficile. La Triestina tanto timorosa in avvio, così, prende coraggio e guadagna metri di campo. I primi 20 minuti della ripresa, infatti, sono tutti di marcata ospite - fatto salvo un tentativo di Lazzari - e, fortunatamente, Handanovic ci mette non una ma un paio di pezze. Fiutato il pericolo Aglietti - che aveva perso Fabbrini per infortunio - toglie Lazzari (forse il migliore, ma in calo fisico) e sgancia Valdifiori trasformando il 4-2-3-1 di partenza in un 4-3-2-1 con Musacci davanti alla difesa. La squadra, insomma, è meno esposta alle ripartenze degli ospiti, ma fatalmente perde qualcosa in avanti. Anzi, sostanzialmente finisce per spaccarsi in due coi tre attaccanti isolatissimi in avanti. L'unica speranza resta quella del lancio lungo per la spizzata di Mchedlidze (dentro per Foti), ma quando lo schema riesce (poche volte) ci pensa il pessimo Corletto a fermare i padroni di casa con falli in attacco molto più presunti che probabili. Il resto, poi, lo fa la Triestina che comincia a fare possesso palla nella terra di nessuno (cioé in quella larga fetta di campo con l'Empoli non copre più) costringendo gli azzurri a sfiancarsi in inutili rincorse. E, proprio alla fine, serve ancora Handanovic per salvare (almeno) il punto.
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