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Empoli

Fabbrini, il faro dell'Italia Under 21

Marco Fani
Fabbrini, il faro dell'Italia Under 21

«La vittoria sul Galles è la soddisfazione più grande della mia carriera»

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 EMPOLI. Colpi di tacco, assist e veroniche. Magie assortite degne del miglior Ronaldo. L'idolo d'infanzia che di colpo si materializza sul campo di Pescara, con le sembianze umane di Diego Fabbrini. Numero dieci sulle spalle, l'esterno di Aglietti ha preso in mano l'Under 21, guidandola alla vittoria sul Galles, che permetterà ora alla nazionale di disputare i playoff per l'Europeo.  «È la soddisfazione più grande della mia carriera - racconta Diego Fabbrini il giorno dopo la vittoria con l'Under 21 di Casiraghi - oltretutto era anche la prima volta che partivo titolare con la maglia della nazionale. Aver superato il Galles, al termine di una rimonta incredibile dopo le sconfitte iniziali nel girone, ha regalato una gioia indescrivibile a tutti. E al triplice fischio finale è scoppiata una grande festa negli spogliatoi. Ci siamo abbracciati e anche Casiraghi ci ha fatto i complimenti».  Nell'impegno precedente con l'Under 21 in Bosnia fu il compagno di squadra Soriano a decidere il match. Ieri, invece, è stato Fabbrini uno dei "motorini" dell'attacco. «A Sarajevo - continua - abbiamo centrato una vittoria indispensabile per poter ambire al primo posto del girone, in un ambiente molto difficile. È stata una molla d'entusiasmo per poter affrontare il successivo match di Pescara contro il Galles. Una partita difficile che aveva le caratteristiche di una finalissima, con un avversario di qualità».  Tra gli spunti del match, da segnalare anche un incredibile gioco di gambe di Fabbrini allo scadere del primo tempo, che ha ricordato tanto i numeri di grandi campioni del calibro di Ronaldo e Kakà, suoi idoli d'infanzia. «Palla al piede - puntualizza l'esterno - mi sono sentito attaccato da dietro e poco dopo anche frontalmente. Non ci ho pensato due volte e con un veloce gioco di gambe, ho fatto scorrere la palla sotto la pianta e sono riuscito a girarmi, eludendo entrambi. Credo che mi abbia aiutato anche un pizzico d'incoscienza». Ma forse anche il numero dieci sulle spalle. «La scelta è stata di mister Casiraghi - spiega Fabbrini - sul momento non ci ho pensato, ma è sicuramente un numero che evoca grandi emozioni».  Nel pomeriggio di ieri Fabbrini ha fatto ritorno al Castellani e sarà a disposizione per la sfida contro la Triestina. «Abbiamo iniziato bene la stagione - continua - e dopo i due buoni pareggi contro Pescara e Varese vogliamo tornare ai tre punti. Il torneo è appena iniziato, ma le sensazioni nello spogliatoio sono molto positive».  Un anno importante per Fabbrini, rimasto a Empoli, nonostante la cessione della metà del cartellino all'Udinese. «Giocare in serie A - conclude - è il sogno della mia vita. Ma sono felice anche di essere rimasto in azzurro, in un ambiente in cui mi trovo benissimo e sono cresciuto fin dagli anni del vivaio. L'unico mio pensiero è quello di far bene con la maglia dell'Empoli e cercare di migliorarmi. Poi valuteremo tutto a fine stagione, quando sarò più pronto per il grande salto».

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