Sicurezza
Nasce l'Empoli alla tedesca
David Biuzzi
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Diego Fabbrini in azione nel corso della partita amichevole disputata sabato scorso a Querceta Il 4-2-3-1 di Aglietti modellato sulla Germania dei mondiali
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EMPOLI. Lo aveva annunciato all'immediata vigilia del raduno e - ma non c'erano troppi dubbi al riguardo - ora sta cominciando a sostituire la parole coi fatti. Alfredo Aglietti, insomma, sta pensando a un Empoli sul modello della Germania ammirata (da tutti gli amanti del pallone) ai mondiali di Sudafrica 2010. Cioè a un 4-2-3-1 senza riferimenti fissi, se non quello dell'attaccante centrale, e dunque punti di riferimento per le difese avversarie. Le prove. I primi due test della stagione, in questo senso, sono stati indicative. Il quartetto offensivo, infatti, è sempre stato formato da giocatori in grado di scambiarsi le posizioni senza stravolgere il canovaccio di partenza. L'esempio, in questo senso, può essere fotografato da uno dal gol messo a segno da Nardini a Gambassi: l'esterno che si accentra lasciando la corsia di destra a Lodi e poi segna, raccogliendone il cross, esattamente dal posto solitamente occupato dal fantasista (a centro area). Tecnica e rapidità. Un gioco, questo, per cui servono tecnica a rapidità. Con, come accennato, un punto di riferimento avanzato e, alle spalle, gente capace di accendersi sia al lato che nel mezzo. Così, con Coralli a fare le veci di Klose, ecco che lo spostamento al centro di Fabbrini ha un senso preciso: oltre a essere la posizione preferita del ragazzo meraviglia, infatti, permette anche agli esterni (uno più offensivo come Cesaretti e l'altro di equilibrio come Nardini, per fare degli esempi, ma anche elementi come De Giorgio, Saponara e Dumitru hanno i numeri giusti in questo senso) di stringere in mezzo per armare le conclusioni o per fare posto alle incursioni sull'esterno del compagno. Il mercato. Insomma qualcosa di diverso rispetto al 4-4-1-1 a cui si pensava alla vigilia dell'inizio della preparazione. Ma certo molto dipenderà anche dal mercato. Ad oggi, infatti, ci sono da considerare anche big come Eder e Lodi che, comunque, possono inserirsi in un contesto del genere. Dato che si tratta di elementi in partenza, comunque, bisognerà anche capire se arriverà un attaccante di peso (che Kozak, Cani o Mchedlidze) e, soprattutto, se questo comporterà dei cambiamenti al progetto.
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