Gioco
L'eredità è molto pesante ma Gotti non si spaventa «Orgoglioso di essere qui»
Marco Pagli
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Sopra il tecnico Alfredo Aglietti A sinistra Massimo Gotti 3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. E' arrivato a Empoli sapendo di dover sopportare una grossa responsabilità, cioè sostituire uno come Vittorio Tosto, che oltre a essere stato un pilastro della storia recente della squadra è anche diventato una bandiera per la città. Ma questo compito, al nuovo padrone della fascia sinistra azzurra, non sembra fare troppa paura. Già perché lui, Massimo Gotti, 24 anni terzino sinistro di proprietà dell'Udinese (è arrivato in prestito con il diritto di riscatto a favore dei dirigenti azzurri), è uno di quelli a cui le sfide piacciono eccome. Uno di quelli che la stagione scorsa ha firmato la storica promozione in serie B del piccolo e miracoloso Portogruaro, un club che non aveva mai oltrepassato i confini della Lega Pro. Un tipo umile, che in campo corre e lotta, sempre pronto a dimostrare qualcosa. Un po' come quello che definisce il suo modello, Fabio Grosso, anche lui arrivato tardi nel calcio che conta ma divenuto protagonista della nazionale campione del mondo a Germania 2006 grazie alla sua tenacia e dedizione. Devono aver pensato questo i massimi dirigenti azzurri quando hanno deciso di ingaggiarlo e di metterlo alla corte di mister Aglietti. «So di trovare un'eredità pesante qua a Empoli - esordisce uno degli acquisti finora perfezionati - ma il mio primo obiettivo è quello di non far rimpiangere chi è partito. Giocare in serie B in questa squadra è una cosa che mi riempie di orgoglio e che mi dà tantissime motivazioni. L'anno scorso, col Prtogruaro, è stato bellissimo perché siamo riusciti a raggiungere un traguardo importantissimo e ringrazio il sodalizio veneto per avermi dato questa possibilità. Ma quando è arrivata la chiamata dell'Empoli non ci ho pensato due volte. Farò di tutto per guadagnarmi il posto e lavorerò per inserirmi al meglio e farmi volere bene dalla città e dai tifosi». Insomma le motivazioni non mancano e la fame nemmeno. Due requisiti fondamentali per poter far bene in una società che ha deciso di svoltare rispetto agli ultimi anni di ubriacatura e che ha deciso di tornare a puntare sulla riduzione delle spese e sulla valorizzazione dei giovani. «Partiamo a fari spenti - continua Gotti - sappiamo che non siamo certo noi i favoriti e che abbiamo tutto da dimostrare. Sicuramente la serie B di quest'anno sarà ancora più dura rispetto a quella della scorsa stagione perché ci sono molti grandi squadre. Ma dalla nostra abbiamo il fatto che siamo un gruppo giovane e questo rappresenta una spinta in più perché siamo coscienti che per emergere dobbiamo correre e lavorare più degli altri». E dalla sua, in particolare, c'è anche una raccomandazione speciale. «Quando è saltata fuori la possibilità di venire qua a Empoli ho sentito Totò Di Natale, compagno di squadra a Udine - confessa - e lui mi ha detto che questa sarebbe stata la piazza giusta per affermarmi. Ovviamente sarei già particolarmente felice di poter fare almeno una piccola parte di quello che ha fatto lui con la maglia dell'Empoli». E anche per l'Empoli, ovviamente, non sarebbe una brutta cosa.
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