Sicurezza
Ecco Handanovic, il gigante buono
David Biuzzi
Quasi 2 metri d'altezza e tanti propositi positivi per il nuovo portiere
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EMPOLI. Un gigante, un gigante buono. E' questa la prima impressione che regala Jasmin Handanovic, Jasko per gli amici, portiere sloveno che l'Empoli ha scelto e ingaggiato (accordo annuale) per sostituire il partente Davide Bassi fra i pali della porta azzurra. Un gigante, di sicuro, lo è per i 197 centimetri d'altezza, buono lo scopri soprattutto quando parla della sua recente esperienza in Sudafrica, ai mondiali, come secondo del cugino Samir (dell'Udinese) nella Slovenia. «Ci siamo fatti onore - racconta l'estremo difensore con un pizzico di giustificato orgoglio - e se avessimo avuto più esperienza internazionale forse avremmo passato noi il turno al posto di Inghilterra o Usa. E' stata un'esperienza fantastica, per me, e quello che non scorderò è stata la visita alla casa di Mandela, a Soweto, o quando siamo scesi dal pullman per giocare insieme ad alcuni bambini». Un racconto, quello di Handanovic, che spiega bene come è fatto l'ex guardiano del Mantova. Anche quando deve raccontarsi e presentarsi, infatti, non sceglie il lato tecnico. «Sono una persona onesta e un lavoratore - sottolinea - perché mi hanno insegnato che sono queste le caratteristiche necessarie per ottenere i risultati. Nel calcio, ma non solo». E l'umanità di Handanovic servirà. Almeno per ora, infatti, lui è Stovini sono i soli over 30 di un gruppo giovane. «Ed è normale - continua il portiere - che ai senatori venga sempre chiesto qualcosa in più. Io, ovviamente, cercherò di mettermi a disposizione di tutti. Ma ora dovete almeno darmi il tempo di conoscere tutti». In poche ore, però, Handanovic si è fatto un'idea positiva della sua nuova casa. «Ho trovato tanti ragazzi giovani e una società molto seria e organizzata. Alla fine del mio allenamento (con il preparatore Marchisio, ndr) mi sono messo ad osservare la partitella dei compagni e devo dire che sono molto soddisfatto di quello che ho visto. Ci sono qualità - spiega - ma soprattutto uno spirito che mi piace. Da quel poco che ho visto, poi, anche la città mi è sembrata molto bella. A misura d'uomo». Certo, a livello estetico, Handanovic non troverà le bellezze di Mantova, ma almeno dovrebbe essersi lasciato alle spalle una situazione complicata visto la crisi societaria dei virgiliani. «Ma quando lavori bene - sottolinea lui - tutti i posti sono belli. Di Empoli, ripeto, mi ha colpito la serenità. Eppoi anche Dedic (suo compagno di nazionale, ndr) mi ha confermato che qui si sta bene e che ci sono i presupposti per fare bene». La famiglia Handanovic, peraltro, ha un conto (sportivo, s'intende) aperto con Empoli. Le prodezze del cugino Samir (rigore parato a Giovinco incluso) furono determinanti per una sconfitta pesantissima (costò mezza retrocessione) in casa contro l'Udinese. «Ma noi siamo fatti così - conclude, sorridendo, il gigante buono - diamo tutto per la maglia che indossiamo. E ora cercherò di fare sempre il meglio per l'Empoli».
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