Il Tirreno

Empoli

Il nuovo acquisto Nardini si racconta e promette il massimo impegno, dedizione e corsa

L'erede di Buscé arriva dalla montagna «Sono qui proprio per la mia tempra»

Marco Fani
Prime corse per il nuovo Empoli agli ordini del preparatore atletico Claudio Selmi: l’esterno destro Riccardo Nardini è l’ultimo a destra
◗
Prime corse per il nuovo Empoli agli ordini del preparatore atletico Claudio Selmi: l’esterno destro Riccardo Nardini è l’ultimo a destra

3 MINUTI DI LETTURA





 EMPOLI. Con grinta, sacrificio e impegno è riuscito a riacciuffare la serie B dopo l'ultima esperienza maturata in Lega Pro, nella Reggiana. Riccardo Nardini, 27 anni, è arrivato in azzurro da pochi giorni. È un esterno destro di centrocampo di grande spinta e quantità. Uno che ricorda il primo Antonio Buscé. E con la maglia dell'Empoli, Nardini spera di ricalcare le orme dell'esterno campano, punto di forza del Bologna. «Ho delle caratteristiche simili a lui - racconta Nardini - e proprio come Buscé vengo da categorie inferiori. Il paragone è ambizioso, visto che stiamo parlando di un calciatore che ha fatto la storia dell'Empoli e che ha permesso al Bologna di conquistare l'ultima salvezza in serie A. Da parte mia sono onorato di questa possibilità e darò tutto per la squadra».  Nardini è nato a Pavullo nel Frignano, proprio come il celebre attaccante Luca Toni. E per spiegare il suo carattere si definisce «un uomo della montagna». Ma la voglia di rimettersi in gioco è tanta. «Quello che posso promettere - spiega - è massimo impegno, cuore e tanta corsa. Nessuno mi ha mai regalato niente e anche per questo motivo sono orgoglioso della possibilità che mi ha dato l'Empoli. Sono un uomo dalla tempra forte. E ho lavorato sodo per poter tornare a giocare in serie B».  L'Empoli? «Una società importante - puntualizza - che negli ultimi anni ha fatto ottimo calcio a tutti i livelli. Oltretutto ci sono tanti calciatori in questa rosa di qualità. Giocatori che riusciranno a fare la differenza anche in A».  Per uno scherzo del destino, Luca Nardini è stato protagonista in serie A allo stadio Castellani nel momento più alto della storia azzurra. Era il 20 maggio del 2007. Gli azzurri pareggiarono - al termine di una gara rocambolesca - per 3-3 contro la Reggina. Gigi Cagni e soci festeggiarono la conquista della Coppa Uefa. Per i calabresi guidati in panchina da Walter Mazzarri, ex calciatore azzurro e ancora oggi residente in città, fu un punto decisivo per la salvezza. «Entrai nella ripresa al posto di Lanzaro - ricorda il centrocampista - in una gara pazzesca. Fu una stagione bellissima per l'Empoli, ma anche per il sottoscritto. Mazzarri mi dette grandissima fiducia durante tutto il campionato e nel modulo 3-5-2 ebbi molte possibilità di giocare sia dall'inizio, sia in corso. Per me Mazzarri è e resta un maestro, il primo tecnico che ha creduto in me a certi livelli. Sarò riconoscente per tutta la vita».  Poi l'esperienza di ritorno a Catania, quindi l'approdo nell'Avellino, investito da problemi societari. E la necessità di ripartire dalla Lega Pro. «Purtroppo - conclude l'esterno azzurro - tutto si è complicato la stagione successiva, con il ritorno a Catania. A metà stagione sono approdato all'Avellino, per poi svincolarmi e tornare sul mercato. Nella Reggiana ho avuto modo di giocare due stagioni positive che mi hanno rilanciato e permesso di conquistare questa grande opportunità che si chiama Empoli».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore