Proteste
Gioia e rammarico per Sasà
Marco Fani
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Campilongo Il tecnico partenopeo se ne va con un filo di amarezza «Succede quando lasci un ambiente in cui sei stato bene»
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EMPOLI. A fine derby è tempo di saluti anche per Salvatore Campilongo, che ha concluso la sua avventura al timone degli azzurri. Prima una stretta di mano con i giocatori negli spogliatoi, poi la corsa verso casa per l'ultima doccia empolese, visto che giovedì prossimo rientrerà a Napoli. «Non ho preso parte alla festa organizzata al Sussidiario - spiega Campilongo - perché volevo lasciare questo momento soltanto ai giocatori, che hanno disputato una buona stagione e meritano l'abbraccio dei tifosi. Come ho detto più volte negli ultimi giorni, credo che sia stato un campionato positivo, purtroppo caratterizzato da troppi alti e bassi. Ma in casa abbiamo regalato sprazzi di buon gioco e tanti gol». Una stagione che si è chiusa con la squadra che è stata capace di centrare l'ultimo obiettivo rimasto ancora vivo. «Volevamo che Eder vincesse il titolo capocannonieri - continua il mister - e siamo orgogliosi per questo traguardo centrato. Come abbiamo visto contro il Grosseto, tutta la squadra ha giocato per lui, mettendolo più volte in condizione di calciare in porta. Si tratta di un risultato che mi fa felice anche a livello personale, perché non capita spesso ad un allenatore di avere in squadra un calciatore che riesce a fare un'impresa di questo genere. Un bellissimo traguardo, i cui meriti vanno divisi anche con il resto dei giocatori. Non ci dimentichiamo, poi, anche Coralli è stato capace di segnare ben 16 reti. E non sono pochi». Un derby tutto sommato piacevole che ha visto anche il gol di Tosto, che giovedì scorso aveva annunciato l'addio alla maglia azzurra. «Mi fa piacere che abbia segnato anche Vittorio - puntualizza il mister - quando ho effettuato la sostituzione ci siamo abbracciati, ma è stato caloroso anche l'affetto dimostrato dal pubblico». Stagione che si è chiusa con 56 punti in classifica e qualche rammarico. «Lasciare un ambiente dove ti sei trovato bene - sottolinea il tecnico - lascia sicuramente un po' di amaro in bocca, ma fa parte di una carriera di un allenatore. Le strade si divideranno ma non ho rimpianti, perché credo di aver lavorato con la massima professionalità possibile». E il prossimo anno potrebbe tornare al Castellani da avversario. «Al momento non ci sono certezze - conclude - ovviamente spero di trovare un nuovo incarico».
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