Il dolore
Niente passerella per Saudati
D.B.
L'attaccante sospeso per 5 giorni dopo il litigio col compagno Musacci
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EMPOLI. C'è una lunga storia che sta finendo nel migliore dei modi, quella di Tosto (nella foto a destra e nell'articolo nella pagina accanto) e una che, invece, si avvia al termine come peggio non potrebbe. Si tratta di quella che lega, che legava, Luca Saudati all'Empoli: L'attaccante, col contratto in scadenza il 30 giugno, non potrà partecipare alla passerella di domenica (come avrebbe meritato). La società, infatti, lo ha sospeso per 5 giorni.
I fatti. Il tutto inizia mercoledì mattina, a fine seduta. Saudati, infatti, ha uno scontro poco civile con Musacci. Prima un'entrata sopra le righe, poi (alla richiesta di spiegazioni del play) le mani che si alzano. Una via di mezzo fra un gesto per allontare - vigorosamente - il compagno e lo schiaffo. Una, due, tre volte con Angella a cercare di mettere pace e il mister che manda tutti a fare la doccia. Saudati s'allontana quasi subito, Musacci (che, chiariamolo, è la vittima) accenna una rincorsa ma viene trattenuto da Iacoponi e Valdifiori. Fine. Negli spogliatoi, infatti, la questione rientra. Saudati esce in bici e spiega che è nervoso assumendosi le responsabilità.
La decisione. La società, però, vuole mandare un segnale. Nel tardo pomeriggio, così, decide e ieri mattina manda un telegramma a casa dell'attaccante per comunicargli la decisione (dopo 7 anni di militanza, una gamba rotta, la pubalgia e tanti gol, però, poteva starci anche una telefonata...). «Saudati ha sbagliato - spiega il dg Vitale - ed è giusto che paghi. Come ho detto oggi (ieri pomeriggio, ndr) ai ragazzi, serve sempre e comunque rispetto. Non è che l'ultima settimana ognuno può fare quello che vuole. Le regole valgono sempre e per tutti».
Severità. Parole che non fanno una piega. Resta da giudicare se la "punizione" non sia stata severa, forse un po' sproporzionati rispetto all'entità dei fatti (anche se c'era l'aggravvante che stavano assistendo all'allenamento i bambini del progetto "Scuola del tifo"). Cinque giorni di sospensione non sarebbe un granché. ma prima dell'ultima giornata - e probabilmente l'ultima volta in azzurro di Saudati - sono moralmente pesanti. «Ma - spiega Vitale - cinque giorni di sospensione sono cinque giorni di sospensione. Non è che si possa cambiare idea solo perché il calendario dice che è l'ultima di campionato».
I fatti. Il tutto inizia mercoledì mattina, a fine seduta. Saudati, infatti, ha uno scontro poco civile con Musacci. Prima un'entrata sopra le righe, poi (alla richiesta di spiegazioni del play) le mani che si alzano. Una via di mezzo fra un gesto per allontare - vigorosamente - il compagno e lo schiaffo. Una, due, tre volte con Angella a cercare di mettere pace e il mister che manda tutti a fare la doccia. Saudati s'allontana quasi subito, Musacci (che, chiariamolo, è la vittima) accenna una rincorsa ma viene trattenuto da Iacoponi e Valdifiori. Fine. Negli spogliatoi, infatti, la questione rientra. Saudati esce in bici e spiega che è nervoso assumendosi le responsabilità.
La decisione. La società, però, vuole mandare un segnale. Nel tardo pomeriggio, così, decide e ieri mattina manda un telegramma a casa dell'attaccante per comunicargli la decisione (dopo 7 anni di militanza, una gamba rotta, la pubalgia e tanti gol, però, poteva starci anche una telefonata...). «Saudati ha sbagliato - spiega il dg Vitale - ed è giusto che paghi. Come ho detto oggi (ieri pomeriggio, ndr) ai ragazzi, serve sempre e comunque rispetto. Non è che l'ultima settimana ognuno può fare quello che vuole. Le regole valgono sempre e per tutti».
Severità. Parole che non fanno una piega. Resta da giudicare se la "punizione" non sia stata severa, forse un po' sproporzionati rispetto all'entità dei fatti (anche se c'era l'aggravvante che stavano assistendo all'allenamento i bambini del progetto "Scuola del tifo"). Cinque giorni di sospensione non sarebbe un granché. ma prima dell'ultima giornata - e probabilmente l'ultima volta in azzurro di Saudati - sono moralmente pesanti. «Ma - spiega Vitale - cinque giorni di sospensione sono cinque giorni di sospensione. Non è che si possa cambiare idea solo perché il calendario dice che è l'ultima di campionato».
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